Per la festa del suo patrono, San Ciriaco,Ancona ritrova il Museo diocesano, chiuso da oltre tre anni a causa di uno smottamento che aveva interessato il Colle Guasco. Il museo era stato inaugurato nel 1993 da monsignor Dionigi Tettamanzi e sarà l'attuale segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori a inaugurarlo, venerdì pomeriggio. Si tratta del primo appuntamento delle celebrazioni patronali che culmineranno, domenica 4 maggio, con la visita del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. L'annuncio è stato dato ieri dall'arcivescovo di Ancona-Osimo, monsignor Eldorado Menichelli, che ha guidato la prima visita alla struttura. Il Museo diocesano presenta, alla riapertura, alcune novità importanti. «Abbiamo proceduto - spiega monsignor Cesare Recanatini, direttore diocesano dei Beni culturali -, al recupero e al restauro di diverse tele del XVII e XVIII secolo, mentre una sala è stata dedicata a un Calvario settecentesco, dipinto su tavola, proveniente dalla vicina Chiesa Del Gesù. Non ancora fruibili invece cinque stendardi del Bertucci, dipinti barocchi in entrambi le parti, sui quali sta lavorando la Soprintendenza di Urbino». La Cattedrale inoltre ha un nuovo presbiterio: «Riaperta dopo il terremoto del 72 - ricorda il rettore di San Ciriaco, monsignor Ermanno Carnevali -, come soluzione provvisoria si era ricorsi a due tavoli di legno. Dopo oltre 35 anni all'altare è stata restituita piena dignità artistica e del risultato, un'opera in marmo, siamo pienamente soddisfatti». Domenica, dunque, la celebrazione eucaristica presieduta alle I 1,30 dal cardinale Bertone, che si fermerà poi con la comunità salesiana, il cui direttore, don Dalmazio Maggi, illustrerà il progetto di «oratorio a colori», che ha l'obiettivo di far crescere la cultura dell'accoglienza e di rendere le strutture salesiani punto di riferimento preciso per gli immigrati, che nel quartiere sono particolarmente numerosi. La visita del Segretario di Stato vaticano si chiuderà nel pomeriggio con l'inaugurazione di una cappellina del centro «II Samaritano», nella parrocchia Cristo Divin Lavoratore. Il centro è gestito da un'omonima fondazione, presieduta dal parroco, don Giancarlo Sbarbati e costituita da genitori con figli disabili e diversi professionisti che hanno deciso di dare vita a micro-realizzazioni e servizi concreti per sostenere i nuclei familiari che vivono questa particolare condizione.