Ai parigini Mantoue deve piacere un sacco. Intellettuali, cultori, appassionati, giornalisti ieri hanno risposto all'invito doppio diramato dall'Istituto italiano di cultura, Rue de Varenne, a un niente da Rue de Solferino. Una piccola delegazione guidata dal sindaco Fiorenza Brioni ha raccontato la Mantova d'oggi: il suo sistema culturale, il kit dei festival, la candidatura Unesco, la mostra del Centro Te sull'arte greca. Ma il fil rouge è andato (a Parigi) e anche tornato (sul Mincio) con una serie di contatti e aperture di relazioni col mondo culturale che nella capitale francese è il mondo. Non per niente il professor Salvatore Settis, curatore della mostra nella villa giuliesca e consulente del sindaco, nel pomeriggio ha dialogato con Jean-Claude Martinez responsabile dell'arte greca, etrusca e romana del Louvre. E proprio intorno a questo dialogo, tutto in francese, è trapelato che il Louvre presterà a Mantova la 'Cena di Emmaus' di Tiziano e il bozzetto della 'Resurrezione' che Giovanni Baglio-ne dipinse per la chiesa del Gesù, a Roma. La concessione, che doveva restare segreta nella petit Mantoue ancora per un po', negli ambienti artistici e museali parigini circola ed è sonora. Si tratta di uno scambio, come ci spiega il sindaco. Il Louvre il 22 settembre inaugura la mostra su Andrea Mantegna, che resterà aperta fino al 6 gennaio, fra i curatori anche Giovanni Agosti, ottimo storico dell'arte, già funzionario della sovrintendenza di Mantova, ed il filologo Andrea Canova, di Mantova. Duecento le opere in esposizione con l'arrivo di un 'Trionfo di Cesare' direttamente da Hampton Court e il benestare di Elisabetta d'Inghilterra. Il Louvre ha chiesto alla curia mantovana il prestito della 'Famiglia di Gesù con la famiglia del Battista' e quindi del 'Battesimo di Cristo', opere che si trovano nella cappella funeraria del maestro, nella basilica di Sant'Andrea. Il Museo Diocesano lascia espatriare anche alcuni medaglioncini di scuola mantegnesca. L'arte del prestito - alla quale Mantova era estranea - ha dato formidabili risultati. Monsieur le president-directeur del Louvre ricambia con l'invio al Museo Diocesano di piazza Virgiliana la 'Cena di Emmaus', gran pezzo di pittura che il Tiziano dipinse attorno al 1540 su una tela di 169 centimetri per 244 per conto della famiglia Maffei di Verona. Il successivo passaggio sembra far parte della sorte dei capolavori: la scena che stilla un sereno raccoglimento ed evoca l'insegnamento del cenacolo leonardesco, fu comprato detto fatto dai soliti Gonzaga e andò ad arricchire la Celeste Galeria. Che nel mondo sembra non finire mai. Vai all'estero e incappi nel filo gonzaghesco. Vincenzo II nel 1628 vendette la 'Cena' al re d'Inghilterra Carlo I Stuart, che passò poi allo Jabach e infine nelle impazienti mani del sovrano di quassù, Luigi XIV. La tela resterà in mostra nel Museo Diocesano per tutto il periodo nel quale le due opere del Mantegna soggiorneranno al Louvre. Evidente, nelle trattative, l'intervento del sovrintendente Filippo Trevisani, che l'anno scorso concluse il restauro della 'Resurrezione', più chiaramente due pezzi della stesso imponente dipinto che lui stesso ayeva trovato nel 2005 accatastato nei locali di servizio della basilica di Santa Barbara. Letture, analisi, ricerche e comparazioni hanno portato a identificare l'autore del dipinto barocchissimo tagliato a metà: Giovanni Baglione, l'antagonista di Caravaggio. L'artista realizzò la 'Resurrezione" per la chiesa del Gesù, a Roma. L'opera poi sparì. Solo il Louvre ne ha conservato il bozzetto monocromo, che presta a Mantova insieme al Tiziano. Un successo: i due pezzi ritrovati dell'opera potranno essere confrontati con il bozzetto. Il sindaco non nasconde perché è qui, a Parigi. Relazioni sì, promozione di Mantova certo. Ma anche per procedere con la strategia del prestito. Le credenziali di Mantova le porta Salvatore Settis che in Francia è considerato un rappresentante e un interlocutore del massimo livello per quel che riguarda il patrimonio culturale. Il primo appuntamento è stato ieri mattina, sempre nella sede dell'Istituto italiano di cultura, voluto della direttrice Rossana Rumino. Enrico Voceri ha descritto l'attività del Centro internazionale di Palazzo Te e i caratteri degli eventi espositivi che ne costituiscono la storia. Giovanni Pasetti ha invece spiegato il sistema dei festival, i caratteri storici e monumentali della città che a Parigi è stata tradotta ed esemplificata come un modello italiano. Paola Falini ha dedicato il suo intervento alla candidatura di Mantova a città patrimonio dell'umanità, proprio a Parigi, dove l'Une-sco ha sede. Una missione strategica, se si considera che il verdetto è previsto per l'estate prossima. E' toccato poi a Settis spiegare l'impegno di Mantova nella connessione fra cultura e natura. Il sindaco Brioni, che è una decisa amante della ferrovia, è purtroppo arrivata nel primissimo pomeriggio. Ma ha seguito i lavori della mattinata con una sorta di cronaca in diretta via cel e via web da pemetterle di in-teryenire nel pomeriggio, prima della conversazione di Settis con Martinez su 'La Forza del Bello. L'art grec conquiert l'Italie'. La Brioni ha quindi condensato caratteri e talenti della città, le prospettive, il patrimonio del passato e gli obiettivi imminenti, anche urbanistici e paesistici (di tutela e valorizzazione). La missione procede oggi. Intorno e dentro il Louvre.
Mantova - II Louvre presta a Mantova la Cena di Emmaus
Il sindaco di Mantova, Fiorenza Brioni, ha guidato una delegazione a Parigi per promuovere la città e il suo patrimonio culturale. Durante la missione, il professor Salvatore Settis ha incontrato Jean-Claude Martinez, responsabile dell'arte greca, etrusca e romana del Louvre, per discutere della mostra su Andrea Mantegna che il Louvre inaugurerà il 22 settembre. La mostra sarà aperta fino al 6 gennaio e sarà una delle opere più importanti del Louvre in questo periodo. Il Louvre ha richiesto il prestito di alcune opere di Mantegna, tra cui la 'Cena di Emmaus' e il bozzetto della 'Resurrezione' di Giovanni Baglione.
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