Manelle SpA come Zétema gli azionisti possono sfiduciare i loro rappresentanti, che a loro volta però possono resistere. Di solito questo tipo di confronti si risolvono con una buona uscita, che tuttavia nel caso delle aziende a partecipazione pubblica non sempre sono approvate dalla Corte dei conti. È tuttavia evidente che di fronte ai mezzi di pressione che potrà esercitare la nuova amministrazione capitolina -per esempio un taglio nei fondi- molti dovranno cedere terreno, e altri nelle dirigenze probabilmente non riterranno di dover collaborare con il centrodestra. Tuttavia forse per quell'entusiasmo che prende sempre i vittoriosi, ma che sarebbe meglio controllare, la strada intrapresa in questi giorni sembra l'assalto alla diligenza: si prenda l'annuncio fatto dallo stesso Squitieri di aver avuto da Alemanno, che ancora non si è insediato come sindaco, un mandato «a rappresentare il comune nella Fondazione Cinema per Roma», dichiarazione condita da un paio di contumelie nei confronti della Festa del cinema, paragonata a quegli organismi che «in nome della fame nel mondo, se la godono e se la mangiano ». Noblesse oblige? Forse, ma attenzione a non risvegliare l'orgoglio,un po' intorpidito, del mondo della cultura che resta ambiente dove destreggiarsi con cautela. E il rapporto con la cultura, uno dei deficit storici del centrodestra, sarà uno dei banchi di prova più insidiosi per il neoeletto sindaco Alemanno. LucaDel Fra