Botta e risposta tra la soprintendente e i sindacati sul mancato accordo per l'apertura del 1 maggio PRIMO MAGGIO: a Firenze i musei statali resteranno chiusi. Dopo il fallito accordo con i rappresentanti sindacali dei lavoratori, la soprintendente Cristina Acidini ha ufficializzato ieri la notizia che i musei di sua competenza - Uffizi, Accademia, Galleria Palatina, Bargello, Palazzo Pitti, Cappelle Mediceee San Marco- non apriranno nella giornata di domani, clou del lungoponte che per i fortunati va avanti dal 25 aprile. L'annuncio è stato accolto da polemiche, anche perché si era parlato della possibilità di aprire almeno il giardino di Boboli. Ma proprio su quest'ultimo i sindacati non hanno trovato un'unanimità di vedute: da una parte la maggioranza firmataria del documento di ieri insieme alla soprintendenza del Polo Museale Fiorentino (Cgil, Cisl, Uil e RSU), dall'altra la sigla Consal-Unsa che fino alla fine sperava in una soluzione diversa. E che attraverso il segretario nazionale Learco Nencetti accusa neanche troppo larvatamente la Acidini di aver atteso troppo tempo per trovare gli eventuali volontari disposti a lavorare il primo maggio in numero tale da garantire la sicurezza delle persone e delle opere. «Vorrei chiarire che non basta la buona volontà per arrivare alle soluzioni - spiega lucidamente Acidini -: contrariamente allo scorso anno, in cui esisteva un progetto nazionale che comprendeva l'apertura il primo maggio, quest'anno abbiamo discusso con i lavoratori sull'interpretazione di una direttiva centrale». Che in sostanza non imponeva l'apertura, ma lasciava alle amministrazioni locali libertà di azione. Inoltre «non vedo perché parlare di un "problema" - continua Cristina Acidini -. Se a Firenze il primo maggio è sentito con grande forza, è giusto, è naturale, che i musei restino chiusi. E non dimentichiamo che esiste un decreto ministeriale, in vigore, che annovera questa data tra le possibili per una chiusura. Niente di illegale, dunque». Di contrario avviso il vice presidente di Confindustria Firenze Riccardo Zucconi, che alla notizia risponde: «È come se si chiudesse la spiaggia di Viareggio a Ferragosto», ed aggiunge che «è incomprensibile come non siano state coinvolte le associazioni di categoria che già in altre occasioni si sono rese disponibili per risolvere problemi analoghi». Intanto Cgil, Cisl e Uil,con la Rsu, appaiono soddisfatti: «L'apertura garantita delle Ville di Poggio a Caiano, Cerreto Guidi, Castello e Petraia è positiva - commenta Giulietta Oberloser della Cgil -: sono luoghi poco conosciuti che in caso di maltempo offrono un percorso museale al chiuso. E sono state organizzate visite guidate».