Parla Mimmo Paladino, che ora espone le sue opere allAra Pacis Mimmo Paladino, tra le prime dichiarazioni del neo-sindaco Gianni Alemanno cè stata quella sulla teca di Richard Meier che ricopre lAra Pacis. "Un intervento invasivo", così si è espresso "che rimuoveremo". Che ne pensa? «Beh, uno sforzo notevole. Se non ha altro da fare, certo lo capisco. Può darsi che non abbia cose più urgenti». Proprio in questi giorni è in corso una mostra che espone sue opere insieme alle installazioni sonore di Brian Eno. È stata addirittura prorogata al 1 giugno dato lalto numero di visitatori. «È vero. Sono accorse 66 mila persone in 40 giorni. Questi numeri fanno capire che un intervento del genere è una vera stupidaggine». Si potrebbe obiettare che i visitatori ci sono per il monumento che la teca racchiude, lAra Pacis dedicata ad Augusto. «Questi numeri hanno un valore al di là del monumento. Perché la teca che racchiude lAra Pacis le ha donato uno spazio che prima non aveva. Non era pensabile quello che oggi è possibile in termini di pubblico e di spazialità. Così attrae un numero enorme di visitatori». Già Sgarbi aveva definito la teca "una pompa di benzina". E oggi ha esultato dicendo che si sente finalmente vendicato. «Ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Ma, al di là delle affermazioni di Sgarbi, non credo che Alemanno abbia una cultura estetica in grado di comprendere il valore di unopera come quella. Il politico si deve occupare della politica. Quando la politica si metteva a dettare i canoni estetici dellarte e dellarchitettura erano tempi pericolosi. Noi speravamo che tra arte, architettura e sindaco si stabilisse un contatto. Per larte è molto importante. E invece... ». Che ne sarà del mosaico che lei ha donato allAra Pacis? «Me lo riporto a casa. Se dovessero smontare la teca mi tutelo con un legale e me lo riprendo».