Il caso QUEL GIARDINO DELLE DELIZIE AL CAPO CHE DA DUE ANNI ASPETTA LINAUGURAZIONE In un tempo in cui il piacere di tagliare un nastro non se lo nega nessuno, dal 2006 unopera pubblica, la biblioteca e il giardino pubblico di vicolo Scalilla al Capo Le Jardin de Palerme, come indica lapposita brochure illustrativa spazio recuperato in un contesto estremamente degradato del Centro storico di questa città, attende di essere inaugurata e offerta alla fruibilità dei cittadini. Ed è ancora più incredibile, in una realtà in cui tanto facilmente si grida allo scandalo, che nessuno finora si sia curato di parlarne. Non si tratta di uno dei tanti recuperi più o meno significativi che hanno interessato larea, ma di un piccolo gioiello progettato dallarchitetto Salvatore Butera con la consulenza artistica di Sergio Pausig, geniale creativo che ha eletto la città di Palermo come sede di lavoro e di vita. Infatti, lidea che ha guidato lopera è sta quella di realizzare, e lo diciamo con le parole di Marta Moretti, «un luogo unico, destinato allincontro, alla lettura e alla ricerca... oasi di svago e di cultura dove laccesso ad altri mondi e civiltà rappresentato dai libri e dai documenti consultabili viene già anticipato in modo metaforico dalla presenza in giardino di inserti provenienti da altre latitudini». Uno spazio per vivere unesperienza unica: essere dentro la città e, nello stesso tempo - cullati dal gorgoglio delle acque che scorrono in apposite vasche collocate a livelli sovrapposti, e la memoria riporta senza ombra di dubbio al fascino esotico della Palermo arabo normanna - esserne affrancati godendo dei piaceri dello spirito. Negare ancora ai cittadini la fruizione di questangolo fantastico di città è un delitto che deve trovare una pronta reazione da parte delle autorità. Se non altro per ascrivere questopera nelle poste positive del proprio bilancio.