Lex gestore del Petruzzelli conferma lanticipazione di Repubblica: "Contatti per un posto nel governo" "Il nuovo Parlamento dovrà fare una legge per tutelare un simile bene" "Tanti anni di esperienza nel settore dello spettacolo potrei utilizzarli bene" Non era né «necessario» né «urgente» espropriare il Petruzzelli attraverso un decreto legge. Ferdinando Pinto, alla direzione del politeama dal 1977 al 1991, ha ragione la Corte costituzionale? «Mi limito ad una sola osservazione, che poi è la stessa da almeno ventanni a questa parte». Cioè, quale? «La proprietà di un teatro di caratura europea non può che essere pubblica». I giudici della Consulta, quindi, sbagliano? «No. E sbagliato piuttosto non avere varato già negli anni passati una legge per fare in modo che il Petruzzelli fosse acquisito dallo Stato». Non è mai troppo tardi? «Tantè che il nuovo Parlamento, come stanno le cose, una vera legge dovrebbe farla per tutelare un bene artistico e storico italiano, non soltanto pugliese o barese». La famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro, potrebbe non essere daccordo. «Cè lesigenza di salvaguardare gli interessi della proprietà privata, questo è chiaro. Ma il Petruzzelli, come lex caserma Rossani di cui lamministrazione comunale è entrata in possesso, sono spazi straordinari che in tutto e per tutto devono essere messi a disposizione della gente». Potrebbe essere lei stesso ad occuparsi di questa matassa da sbrogliare se è esatta la notizia secondo cui il leader del Mpa Raffaele Lombardo la vorrebbe sottosegretario dei Beni culturali nel governo del Cavaliere. «So di questa scelta di Lombardo, ma preferisco non aggiungere nulla di più». Scaramanzia? «Sì, scaramanzia». Luomo giusto al posto giusto? «Tanti anni di esperienza nel settore dello spettacolo potrei utilizzarli bene. Ma, intendiamoci, non mi faccio illusioni. Mi fa piacere invece, godere della stima di Lombardo». Quando lha conosciuto? «Due anni fa, dopo avere letto una sua intervista. Il federalismo più autentico, come quello predicato da Lombardo, si fa portavoce di istanze che riguardano il benessere del cittadino». Due anni più tardi è stato il capolista del Mpa in Puglia: non ha conquistato un seggio a Palazzo Madama, ma adesso potrebbe essere uno dei protagonisti del terzo ministero Berlusconi. «Andiamoci piano. In passato mi è capitato anche di dover rinunciare ad essere uno dei consulenti del comune di Parigi. Il sindaco era Jacques Chirac, che quando diventò presidente del suo Paese mi conferì lonorificenza di commendatore delle arti e delle scienze per avere contribuito alla diffusione della cultura francese nel mondo». Ha parlato con Silvio Berlusconi a proposito del suo eventuale incarico ministeriale? «No. Ma ho a che fare col presidente dallepoca di "Azzurra". Era il festival della canzone, lanti-Sanremo, che organizzammo al Petruzzelli e che il patron di Mediaset volle trasmettere a tutti i costi scippandolo a Rai 2». La vita è strana: per sedici anni, prima di essere assolto, lei è stato accusato di essere il mandante del rogo che distrusse il Petruzzelli. Ora potrebbe figurare tra le autorità presenti allinaugurazione del teatro. «La vita mi ha tolto moltissimo, qualche volta si ricorda di restituire qualcosa».