Fra Rifredi e Novoli, in due dei quartieri più congestionati di Firenze, la crisi economica non si vede. O almeno non si vede nelledilizia. Se il dramma italiano è la crescita stentata, qui non cè dramma. La crescita cè. Ovunque cantieri. Ovunque gru. Ovunque si demolisce e si costruisce. Ovunque corre denaro. Al tempo stesso, però, limpressione è che molto presto non ci sarà più uno spazio libero, e gli abitanti vecchi e nuovi soffocheranno tutti insieme. Girando fra i cantieri è facile verificare che uno dei protagonisti di questa incessante attività edificatoria è la Quadra Progetti, la società amministrata dallarchitetto Riccardo Bartoloni, presidente dellordine fiorentino, e dal geometra Alberto Vinattieri, e della quale è stato socio fino al 23 marzo 2004 il geometra Alberto Formigli, capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio e già presidente della commissione urbanistica dal maggio 2003 al dicembre 2005. Il giro nel quartiere che si sta gonfiando a dismisura comincia in via Mariti, davanti allex Panificio Militare, unarea al centro di un durissimo braccio di ferro fra abitanti, Comune e costruttori. Nellex panificio sono previsti circa 250 nuovi appartamenti, uffici per il quartiere, un auditorium e una torre di 45 metri, due piani di parcheggio sotterranei, un po di verde. Gli abitanti sono così allarmati per il prevedibile aumento del carico urbanistico che hanno costituito un agguerritissimo comitato. Almeno per ora allinterno del panificio non cè attività. Tutto intorno, però, i cantieri si moltiplicano. Di fronte al panificio, in via Mariti 25, è stato raso al suolo un capannone a un piano di un carrozziere e sulle sue macerie sorgerà un nuovo palazzo. Nei cortili di Novoli spariscono le fabbriche si moltiplicano le case Molti progetti sono della Quadra La società di Bartoloni e Vinattieri e di cui aveva quote il capogruppo Pd In via Ponte di Mezzo dallunica via daccesso unambulanza passa a fatica FRANCA SELVATICI (segue dalla prima di cronaca) Poco più avanti, appena svoltato langolo, in via Ponte di Mezzo 27, allinterno di una corte delimitata da abitazioni e dal Terzolle un nuovo edificio di quattro piani è già a buon punto. La proprietà è della società Ponte di Mezzo, la progettazione è della Quadra, progettista e direttore dei lavori sono larchitetto Bartoloni e il geometra Vinattieri. Un tempo qui cera una tettoia. Uno degli spigoli del nuovo palazzo dista 6 metri e mezzo dallo spigolo di un palazzo esistente. Non importa, è consentito. La distanza minima fra due edifici dovrebbe essere di almeno 10 metri, ma a Firenze si misura solo in perpendicolo. Allinterno della corte ci sono una tipografia e unofficina meccanica che saranno abbattute e rimpiazzate da altri palazzi. E quello già costruito sarà ampliato. Sorgeranno decine di appartamenti. Incredibile ma vero, lunica via di accesso al nuovo insediamento è un passaggio angusto di circa 9 metri di lunghezza, 3,25 di larghezza e 2,95 di altezza, sotto un edificio che si affaccia su via Ponte di Mezzo. Unautobotte dei vigili del fuoco non passa, unambulanza a fatica. Quello che accade allinterno della corte in via Ponte di Mezzo 27 è il paradigma di tutti i guai denunciati dagli abitanti del quartiere. Là dove esistono capannoni, magazzini, tettoie, «edifici fuori contesto», le norme urbanistiche consentono di demolire e costruire ex novo senza il vaglio del consiglio comunale. Con vari sistemi è possibile moltiplicare i volumi, cosicché al posto di un magazzino a un piano può nascere un birillo di 5 o 6 piani. Inoltre il quartiere è stato classificato come centro storico fuori dalle mura, il che consente di dimezzare gli standard (cioè il verde, i parcheggi...) e di costruire senza tanti oneri e senza tante preoccupazioni per la complessiva vivibilità del quartiere. E questo è diventato il metodo, accusano gli abitanti. Basta attraversare lincrocio fra via Mariti e via Ponte di Mezzo, oltrepassare il cinema Manzoni, entrare in via Pietro della Valle, ed ecco il complesso residenziale Dalmazia, quasi 200 appartamenti realizzati al posto dello stabilimento Lavazza dal gruppo Margheri, su progetto dellarchitetto Bartoloni e della Quadra. E linsediamento su cui indaga la procura per corruzione. Viale Corsica è ancora una delle strade più vivibili del quartiere, con le sue palazzine basse e la sua doppia fila di alberi. Ma qua e là spariscono opifici e sorgono edifici moderni. Oltre lincrocio con via Circondaria, di fronte a quello che sarà il grande cantiere della nuova stazione sotterranea progettata da Norman Foster, in una corte interna al numero 27 lImmobiliare Marta sta realizzando un edificio progettato dagli architetti Riccardo Bartoloni, Isabella Massini e Giuseppe Di Pasquale. Il coordinatore della sicurezza è il geometra Alberto Vinattieri. Alcuni abitanti di palazzi vicini hanno presentato un esposto al Comune e alla procura. Nel progetto originario era prevista la demolizione di una parte di un fabbricato seminterrato che ospitava una concessionaria. I volumi furono calcolati di conseguenza, ma poiché il nuovo edificio risultava troppo vicino a quello preesistente è stato ruotato e realizzato un po più in là, in unarea libera, senza demolire il fabbricato preesistente. In compenso sono spariti alcuni cipressi. Larchitetto Bartoloni firma anche il progetto di ristrutturazione del giardino di piazza Danti, quasi lunico modesto spazio verde del quartiere. Una ristrutturazione tormentata. I lavori sono a carico del Gruppo Margheri, a scomputo della concessione edilizia del complesso Dalmazia: si tratta di una delle tre opere pubbliche richieste dal Comune (le altre sono un asilo e la sistemazione di un argine del Terzolle, con realizzazione di una pista ciclabile). La concessione edilizia è del 2001 ma la dichiarazione di inizio di attività è del 2006. Per anni il giardino è stato invaso dal cantiere, e ancora oggi è ristrutturato solo in parte. In via Carlo del Prete, agli interni dal 22 al 30, al posto della ex coop è sorto un edificio residenziale, realizzato dalla Torrava Volta Srl. Il progetto è dellarchitetto Riccardo Bartoloni della Quadra Progetti. Oltre la ferrovia, al Sodo, dove la città rosicchia i pochi lembi superstiti di campagna, sta nascendo un nuovo quartiere. Palazzi a perdita docchio. Fra via Niccolò da Tolentino e via di Quarto un tempo cera un calzaturificio dismesso. Nel 93 vi si era insediato il Centro sociale autogestito ex Emerson. Il 20 ottobre 2006 fu sgomberato. Il Comune non poteva più attendere. Rischiava di perdere i finanziamenti del programma nazionale «20.000 alloggi in affitto». La società Le Quinte dellimprenditore Lorenzo Giudici aveva già ottenuto la concessione edilizia nel 2005. Dopo lo sgombero, i lavori sono partiti rapidamente. Oggi il nuovo quartiere è ben delineato ed è enorme. Lo stile degli edifici è quello, inconfondibile, della Quadra Progetti. Sono state adottate soluzioni brillanti, colori come il giallo acceso su parte delle facciate. Il progetto architettonico è degli architetti Bartoloni e Fulceri. Tipiche realizzazioni di Quadra sono anche la residenza per gli studenti fuorisede in via Maragliano e i palazzi della Quadra Key Residence in via di Novoli e via Bardazzi. Le facciate sono coperte da una leggera grata metallica che forma una sorta di velo. Oltre via di Novoli, in lontananza si staglia il nuovo palazzo di giustizia e più a est si scorgono le nuove residenze e il polo universitario. In mezzo sta nascendo con grande ritardo il parco di San Donato, un polmone verde che lascia libero lo sguardo e che fa sperare in un po di pace e di silenzio. Qui, finalmente, pur nel caos del traffico, non si ha limpressione di soffocare. Alzando gli occhi, non si vedono muraglie di palazzi. Incredibile, anche a Novoli cè il cielo.