Sono nove gli insediamenti produttivi sul territorio dei comuni di Livorno e Collesalvetti considerati a rischio secondo la classificazione imposta dalla cosiddetta direttiva Seveso bis (D. Lgs. 3341999). Si trovano tutti nell'area portuale- industriale a nord della città che va dalla darsena Toscana al Calambrone fino all'Eni di Stagno. Unica eccezione per Cheddite, lo stabilimento che si trova in via del Giaggiolo alla periferia di Salviano, classificato come deposito di esplosivi, in quanto si occupa della produzione di cartucce per uso venatorio o sportivo. Le altre attività, invece, sono prevalentemente industrie chimiche (Dow Italia, Novaol, Doc e Depositi costieri del Tirreno), depositi di gpl (Costiero gas e Eni), di prodotti petroliferi (Costieri D'Alesio) o la raffineria Eni. Attorno a questi insediamenti sono stati individuati dei cerchi di ampio diametro all'intero dei quali sarà fatta la consegna porta a porta del materiale informativo sui rischi industriali e sui comportamenti da tenere in caso di incidenti. La distribuzione sarà fatta per il comune di Livorno dall'Associazione nazionale carabinieri, Croce rossa, Misericordia, Radio Fides e Svs, mentre a Collesalvetti saranno impegnati i consigli di frazione e altre associazioni locali da individuare. Solo in una seconda fase, comunque già prevista, saranno predisposti materiali e organizzate iniziative specifiche rivolte agli stranieri e ai portatori di handicap che vivono sul territorio. P. Pog.
LIVORNO. Nove insediamenti industriali pericolosi: 8 nell'area portuale
Nel territorio dei comuni di Livorno e Collesalvetti, nove insediamenti produttivi sono stati classificati a rischio secondo la direttiva Seveso bis. Questi insediamenti si trovano nell'area portuale-industriale a nord di Livorno, tra cui stabilimenti chimici, depositi di prodotti petroliferi e una raffineria. Per gli abitanti dei cerchi di ampio diametro intorno a questi insediamenti, sarà effettuata una consegna porta a porta del materiale informativo sui rischi industriali e sui comportamenti da tenere in caso di incidenti. La distribuzione sarà effettuata da associazioni locali e istituzionali, con una seconda fase prevista per gli stranieri e i portatori di handicap.
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