Oltre a La Rocca e Modigliani anche Barrera e Ciamparini. E si è dimesso Testa Laveva promesso in campagna elettorale e lha fatto appena messo piede a Palazzo Senatorio: «Sono stati congedati dal Comune tutti i dirigenti esterni e confermati quelli interni» dichiara il neosindaco alle quattro del pomeriggio. Dalla proclamazione non sono passate nemmeno due ore e lo spoils system targato Pdl è già cominciato. Trentuno posti chiave liberati in tempo reale per manovrare subito la macchina amministrativa e, con essa, i poteri forti della città: via il capo del dipartimento lavori pubblici e quello al piano regolatore, il direttore del Bilancio e del Personale, il sovrintendente ai beni culturali, il direttore della sala operativa sociale che governa tutte le emergenze, compresi i campi nomadi. Per le aziende ci sarà tempo, ma il messaggio è chiaro: «Lapparato holding di Roma va semplificato» aggiunge Alemanno. Non sapendo ancora, forse, che qualcuno era stato più veloce di lui: il presidente di Atac, Fulvio Vento, aveva già provveduto a spedire una lettera di dimissioni; il direttore del Macro, Danilo Eccher, aveva fatto lo stesso due giorni fa; il presidente di Roma metropolitane, Chicco Testa, insieme allad Bartoli e al consigliere damministrazione Gagliani Caputo (che è anche segretario generale del Campidoglio, prossimo alla pensione) hanno detto addio ieri. Lepurazione annunciata e subito praticata si è tradotta in 31 dirigenti esterni, di stretta fiducia del sindaco o della giunta Veltroni, allontanati con decorrenza immediata. Erano titolari di un contratto a termine con scadenza 30 aprile e sono saltati tutti. Tranne una manciata di uomini che, "per motivi tecnici" sono stati prorogati per tre mesi. Si tratta del vice-capo di gabinetto Luca Odevaine e dei presidenti delle quattro aziende speciali del Comune che, terminato il mandato del sindaco, sono stati nominati commissari straordinari: Giorgio Van Straten (Palaexpò), Giuseppina Gabriele (Farmacap), Ignazio Marcozzi Rozzi (Agenzie delle Tossicodipendenze) e Igino Poggiali (Biblioteche di Roma). Un rinnovo sino alla fine di luglio ottenuto anche dai 280 funzionari interni, cioè dipendenti del Comune: i nuovi assessori potrebbero anche non gradirli e preferirne altri, bisogna dare il tempo alla nuova giunta di insediarsi, valutarli ed eventualmente destinarli altrove. Molti dei dirigenti esterni "congedati" occupavano invece caselle fondamentali per lamministrazione. Sono andati via il capo del personale Pietro Barrera e quello ai lavori pubblici Lucia Conti; il direttore del piano regolatore Modigliani, del Bilancio Ciamparini, della sala operativa sociale Bonadonna e del servizio giardini Mastrangelo; il direttore dellufficio comunicazione Baiocchi, quello dellUfficio città storica Farina, il soprintendente Eugenio La Rocca e così via elencando. Posti chiave. Da occupare con gente di assoluta fiducia. Non certo da uomini nominati dallavversario. E addio fair play.