Il Comune incassa un "no" sul piano-vigili, dipendenti in sciopero il 23 maggio Aperti solo Madre, Pan, Capodimonte e Palazzo Reale. Decumani senza caschi bianchi Musei chiusi, ad eccezione di Capodimonte, Palazzo Reale, Pan e Madre. Chiusi gli Scavi di Pompei. La stessa minaccia arriva dal Maschio Angioino, mentre i 127 vigili in più che il Comune era certo di mandare in strada grazie al sostegno economico della Regione, rimangono unillusione. I turisti sono tornati, ma il Maggio comincia con un flop. Salta la trattativa tra Soprintendenze e sindacati, messa in piedi allultimo momento. Ma la rottura tra istituzioni e parti sociali si estende a Palazzo San Giacomo: Cgil, Cisl e Uil proclamano lo sciopero dei dipendenti comunali per il 23 maggio. Antonio Santomassimo (Fp Cgil): «Dimostra la gravità della situazione e limpossibilità di relazioni sindacali che abbiano per traguardo servizi di qualità per i cittadini». In serata, il sindaco Iervolino convoca tutti durgenza per il 6 maggio. Replica allopposizione che parla di soldi spariti: «Come ogni consigliere deve sapere, le spese del Comune sono previste nel bilancio votato e non possono di certo "sparire". Capiamo le aspettative dei lavoratori che hanno atteso per 24 mesi il contratto; chiunque abbia un minimo di cultura istituzionale sa che il contratto si stipula a Roma attraverso unapposita agenzia governativa: il ritardo non è imputabile a noi». Per laltra vertenza chiusi il Museo Archeologico, i siti di Baia e Pozzuoli, Castel SantElmo, San Martino, la Floridiana, la Reggia di Caserta. È furioso Claudio Velardi, lassessore regionale al Turismo che in un primo momento al tavolo con ben 7 sigle sindacali garantisce i fondi per lapertura, annunciando che non avrebbe più ceduto a «diktat come quello a cui mi sono sottomesso», parlando di «meccanismo a orologeria reiterato» che finisce sulle spalle della Regione, chiamata a «chiudere piccole vertenze di cui non sa nulla, che non gestisce e non conosce, perché non gli spetta». Quando la situazione precipita, Velardi chiude il cerchio: «Le risorse restano nelle casse regionali. Visitatori e turisti pagheranno il prezzo di comportamenti assurdi. Il mio assessorato non si presterà mai più a coprire inadempienze di altri. Chiedo a gran voce che faccia la sua parte lo Stato, responsabile dellincuria in cui versano i nostri Beni culturali e anche dellapprossimazione con cui vengono gestite le relazioni sindacali». I sindacati si fanno sentire. Vincenzo Monfrecola (Ugl) parla di grande bluff e di pasticcio per labolizione del riposo del personale di vigilanza a SantElmo e San Martino. Il suo coordinatore nazionale, Renato Petra, mette sotto accusa i direttori regionali dei Beni culturali, «incapaci di coordinare eventi di simile portata». Annuncia piazza pulita col nuovo governo. Dal Maschio Angioino, a sorpresa, parlano di chiusura del castello «perché ci pagano solo 3 ore di straordinario in tutto il mese». Il Comune replica che sono stati predisposti gli atti dai dirigenti perché il castello sia aperto (domani il Decamerone di Peppe Barra inaugura il Maggio) e che è assicurata la copertura economica. Valeria Valente, assessore al Turismo: «Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità». Di certo è saltata loperazione per avere in strada 127 vigili urbani in più: il Comune incassa un no. «Non si trattava di un piano, ma di un tentativo di mettere una toppa in mancanza di qualsiasi strategia in termini di sicurezza e di presidio lungo i percorsi turistici», spiega Alfredo Marraffino (Rsu Cgil). Lunità operativa di Chiaia garantirà solo uno dei 4 presidi ipotizzati. I Decumani non avranno vigili allinterno, né a via Croce né a San Domenico, ma fino a mezzanotte solo ai varchi di piazza del Gesù, calata Trinità e Mezzocannone. Restano sguarniti pure quelli di via Duomo, porta San Gennaro, piazza San Gaetano e San Biagio. (angelo carotenuto)