Comune e Provincia collaborino, ma con obiettivi diversi «Ha presente i fratelli Taviani? Sono due, ma in quanto a regia si intendono a meraviglia». A Luigi Stefani, assessore comunale al turismo, l'idea del coordinatore unico del turismo piace poco. Lui preferisce la teoria del "doppio regista": Comune e Provincia lavorino insieme, ma ognuno con il suo indirizzo specifico. Che per l'amministrazione comunale è quello di «migliorare un'autentica industria - afferma - che ormai dà il pane a tante famiglie e a parecchi imprenditori». Assessore Stefani, perché non le piace il regista unico? «Non ho detto che non mi piace. Credo però che non sia la soluzione giusta per affrontare i problemi che il turismo ci pone davanti». Si spieghi meglio. «Ho ripetuto mille volte che Lucca ha esigenze promozionali diverse da quelle della Garfagnana e della Versilia. Ci sono patrimoni di tutti, come Giacomo Puccini, su cui l'intesa è facile e immediata. Poi ci sono patrimoni legati maggiormente a questo o a quel territorio, e lì ognuno insegue i suoi obiettivi». Quindi nei colloqui che avrete con la Provincia, a partire dalla conferenza sul turismo di maggio, direte che il coordinamento va bene, ma fino a un certo punto. «Il coordinamento non va bene, va benissimo. Vede, ci siamo presi 6 mesi per i colloqui con tutti i soggetti interessati: Provincia, Apt, associazioni di categoria, Camera di commercio, e via. Sarà un grande tavolo di lavoro in cui affronteremo tutte le questioni, cercando la massima collaborazione ed evitando le cose spiacevoli del passato». Per esempio? «Per esempio la mancata partecipazione del comune di Lucca alle varie fiere del turismo, in cui si presentava solo la Provincia. Questo non deve succedere più». Ma questa doppia regia può davvero funzionare? Non dimentichiamo che il colore politico diverso è pur sempre un ostacolo. «Io sono espressione di una lista, Governare Lucca, di centro e con lo sguardo rivolto a sinistra. In questo senso sono un "insospettabile": posso affrontare i nodi dialogando con chiunque. Basta che i risultati siano positivi». Comunque continuerete a puntare su Itinera. «Assolutamente sì. Altrimenti non l'avremmo salvata e non avremmo deciso per una partecipazione al 100 del Comune. La qualità di base c'è, e recentemente abbiamo anche riqualificato il personale con professionisti arrivati da Milano. I tre punti informativi in piazzale Verdi, in piazza Curtatone e in via Luporini verranno confermati e potenziati. Perché Itinera l'abbiamo risollevata noi, ma da ora in poi dovrà camminare con le sue gambe». In parole povere, dovrà foraggiarsi da sola. «Lo farà con le vendite dei libri, delle audioguide, dei biglietti dei bus. E poi con le prenotazioni alberghiere: di queste, il 10 va a finire nelle casse di Itinera». Dove voi non getterete altri euro. «No. Comunque precisiamo non dimentichiamoci che Itinera era in difficoltà perché l'amministrazione si prendeva una parte dei ricavi». E che cosa dice a chi desidera più eventi in città? «Dobbiamo chiarire una volta per tutte che cosa vogliamo da questa città. Siamo disposti a cedere pezzi della nostra qualità della vita? Io penso che è giusto lavorare per migliorarsi, ma Lucca deve essere sempre rispettata. E il rispetto, si badi bene, è un sentimento diverso dall'amore».