Luca Lunardini pensa di tenere per sé le due deleghe chiave Verso il debutto. Lunga giornata di riposo aspettando l'investitura Oggi primo impegno: c'è la Conferenza dei sindaci L'attesa del messo comunale (la notifica arriverà probabilmente oggi, a fine lavori della commissione elettorale), un salto in ospedale per definire la pratica dell'aspettativa (oggi ha preso un giorno di ferie), la visita, promessa ieri sera, alla madre. Poi, un lungo pomeriggio chiuso in casa. A fare i conti con la responsabilità del compito e le prime decisioni da prendere. Quando, poco dopo le 18, Luca Lunardini, neosindaco sostenuto dal centrodestra, ha riacceso il telefonino ha trovato 142 telefonate e 120 messaggi. «Sono a casa davanti ad un foglio bianco, con qualche idea buttata giù...tranne che per le deleghe all'urbanistica e al bilancio...». Quelle - è l'idea - «penso di tenerle per me». Ricalcando le orme dell'ormai ex sindaco Marcucci il quale, una volta che Andrea Gemignani è passato alla Viareggio Patrimonio, il bilancio non l'ha più ceduto. «Sono due punti che mi stanno molto a cuore - spiega Lunardini -. Per questo non escludo di riservarmele, almeno in un primo momento. Per ora la casella da riempire per queste due deleghe è ancora completamente vuota». Una lunga giornata di necessario riposo, poi la sera la prima uscita televisiva, e quasi una punta di scaramanzia a pensare da sindaco prima di avere in mano la nomina formale: «Perfino con la Asl è un problema, perché senza quel foglio non posso firmare le carte per l'aspettativa». Oggi, però, nel pomeriggio lo attende già il primo impegno ufficiale: dalla segreteria dell'ex sindaco Marcucci gli hanno fatto sapere che è convocata per le 18,30 la Conferenza dei sindaci di cui Marcucci era stato nominato presidente. Ora va sostituito, in un quadro in cui i Comuni amministrati dal centrodestra passano in maggioranza: 4 (Camaiore, Pietrasanta, Massarosa e ora anche Viareggio) contro 3 (Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema). Questa mattina, dunque, Lunardini attende di poter varcare a pieno titolo la porta della stanza di Marcucci che qualcuno dei suoi "supporter" sperava di poter "violare" già lunedì pomeriggio: «La prima cosa che farò - annuncia il neo sindaco - è andare a salutare tutti i dipendenti, in particolare il segretario comunale...». Almeno quelli che nel palazzo di piazza Nieri e Paolini sono rimasti dopo il decentramento voluto dall'amministrazione uscente. Il primo atto dopo la nomina sarà la convocazione del nuovo consiglio comunale: il primo cittadino ha, per legge, un termine «perentorio» di dieci giorni massimo per farlo a partire dall'insediamento. Dalla convocazione, poi, ci sono altri dieci giorni massimo perché il consiglio si riunisca effettivamente. La prima seduta è presieduta dal consigliere che ha preso più voti, detto "anziano", esclusi i candidati a sindaco che siederanno in consiglio comunale. Il primo atto che spetta al consiglio comunale è la nomina del proprio presidente. Fatto questo vengono esaminate le condizioni degli eletti e decretate eventuali ineleggibilità.