IL BLITZ CONTRO L'ABUSIVISMO EDILIZIO A PARADISO DI PASTENA Prosegue senza sosta l'attività antiabusivismo messa in campo dalla sezione operativa navale della guardia di finanza. I militari, coordinati dal sostituto procuratore presso il tribunale di Salerno Roberto Penna, hanno sottoposto a sequestro una lussuosa residenza in contrada Zoccoli, a Paradiso di Pastena, realizzata in totale assenza di licenza. Secondo quanto appurato dagli uomini del capitano Furnò, le uniche autorizzazioni ottenute dai comproprietari (si tratta di due professionisti salernitani) erano state concesse per la ristrutturazione di una struttura rurale, peraltro preesistente. Invece durante i controlli, al posto dei locali agricoli sono stati scoperti ambienti residenziali, senza aver mai denunciato il cambio di destinazione d'uso. All'interno della struttura è stata poi ritrovata anche una cucina, realizzata ex novo, e completamente in cristallo. Quando i militari sono intervenuti hanno anche trovato lavori in corso per la realizzazione di una piscina di 200 metriquadrati. La sorpresa è poi arrivata una volta entrati nel soggiorno della villa: qui hanno trovato un'anfora antica, secondo una prima stima risalirebbe all'epoca romana, e per la quale i due proprietari non hanno saputo fornire indicazioni circa la sua provenienza. È stata anche questa sequestrata. Sei le persone denunciate. Si tratta dei due proprietari dell'immenso parco e della struttura, del committente dei lavori, del direttore dei lavori, della ditta esecutrice e di un operaio sorpreso a sbancare il terreno. Dovranno tutti rispondere, in concorso tra loro, di danneggiamento, deturpamento ambientale, violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. I due professionisti dovranno anche rispondere penalmente della illegale detenzione di reperti archeologici. La struttura è composta da un fabbricato su tre livelli per complessivi 750 metriquadrati, corredato da un gazebo in muratura, una dependance per domestici, un canile ed una enorme piscina vista mare. Accanto alla piscina, vi erano anche due strutture che, probabilmente, sarebbero poi state utilizzate come strutture a servizio dei bagnanti. L'intero complesso, compresa l'area di cantiere di oltre 1.100 metriquadrati con diversi macchinari per movimento terra, e la tenuta (circa 24mila metriquadrati) sono stati sequestrati. Una parte della villa era anche stata già arredata: all'interno del soggiorno, come detto, è stata ritrovata anche l'anfora romana detenuta senza titolo. La legge, difatti, prevede che i reperti di interesse archeologico possono essere detenuti soltanto previa denuncia alla soprintendenza ai beni archeologici. Continuano dunque gli interventi antiabusivismo edilizio nella zona alta di Salerno.