DOPO L'INVASIONE DI ERBACCE SUL TETTO Scritte sulla facciata. E spuntano i condizionatori Il prato verdeggiante sul tetto di Palazzo Reale aspetta la manutenzione. Primi rilievi, ma il maquillage è indispensabile anche altrove. I vandali dello spray, quelli che cercano la celebrità con un nome anonimo per imbrattare la Storia, hanno colpito anche la facciata dell'edificio che dovrà ospitare il primo Consiglio dei ministri del prossimo governo. Piazza Plebiscito si avvia a diventare terra di nessuno, nonostante la Prefettura e i comandi militari. Un simbolo che sta finendo nel cassonetto. Dal lato della Reggia che affaccia su via Cesario Console, al secondo piano, si ammira anche un grande condizionatore, che, probabilmente, sarà pure a norma di legge, ma è un cazzotto nell'occhio. Sempre Palazzo Reale è. Prudenza e buonsenso non sono superflui. Enrico Guglielmo, sovrintendente uscente, attraversa la piazza, a passo rapido. Lo aspetta una riunione. Interrogato sull'ubriacatura primaverile della piazza, se la cava con un «eppure basterebbe poco». La parola esatta è «manuntenzione». «Andate a via Cesario Console e vedete» consiglia Guglielmo. «Sul marciapiede c'è uno strato di limo scivoloso e pericoloso. E la facciata della galleria Vittoria è tutta scrostata». Come un blob inarrestabile, il degrado dilaga finché trova spazio. Arriva a volo un Super Santos calciato da una chiorma di bambini. E Guglielmo non si fa cogliere impreparato: lo ferma con il sinistro e a volo rilancia con un colpo del tacco destro. Complimenti. p.t.