La Sicilia che si adegua allEuropa ha già partorito 21 comode sedie per alti burocrati. Un numero destinato a toccare quota cento. La Sicilia che copia la Volkswagen e Lufthansa ha fatto nascere, tra la fine dello scorso anno e i primi mesi dellattuale, sei nuovi organismi - i comitati di sorveglianza - a capo di altrettante società regionali, che vanno a sommarsi ai consigli damministrazione già esistenti, trasformati in comitati di gestione. È il "sistema duale", che la Regione applica dopo aver intuito che il fiorire di spa pubbliche (sono diventate già 26), cui assegnare servizi e finanziamenti senza procedure di evidenza pubblica, stava cominciando a infrangersi sui no di Bruxelles, del Cga, della Corte dei conti. E allora è stato «un obbligo», come dice il ragioniere generale Enzo Emanuele, cambiare gli organismi di vertice delle società. E avviare una moltiplicazione delle poltrone che ha già determinato una spesa annua di quasi 500 mila euro. Cifra relativa ai compensi per i componenti dei comitati di gestione che dovrebbero garantire quel «controllo strutturale che possa equiparare le società regionali a strutture interne dellamministrazione», come richiesto dalla magistratura contabile, in una delle deliberazioni con cui sono stati bocciati trasferimenti per 20 milioni alle spa. Riassumendo: la Regione ha prima deciso di "esternalizzare" alcuni servizi, come linformatizzazione, anziché gestirli attraverso i propri uffici. Ha creato le società, ha assunto dipendenti, ha costituito cda e ha assegnato gli appalti con il metodo in house (senza gara pubblica), salvo poi scoprire che non poteva farlo. Se non creando nuovi organismi di controllo nei quali ha deciso di mettere solo dirigenti della Regione. Per fare "assomigliare" di più queste società agli uffici dellamministrazione che aveva esautorato. Un giro delloca non privo di costi. Anche perché, finora, solo sei società hanno completato la trasformazione che ha fatto aumentare i posti di comando: Sicilia e-innovazione, Sicilia e-ricerca, Riscossione Sicilia, Spi, Ast e Inforac. Questultima società è la più recente e si occupa di strategie euromediterranee. A capo del comitato di sorveglianza è stato posto Francesco Attaguile, responsabile dellufficio di Bruxelles che potrà aggiungere al suo stipendio mensile da oltre 20 mila euro una cifra analoga (ma annua). I compensi, fanno notare negli uffici dei bilancio, «restano al di sotto delle tariffe professionali». Ma finiscono per costituire discrete indennità extra per i grand commis della Regione. Alcuni dei quali siedono allinterno di più comitati. Ad ogni modo, in omaggio alla trasparenza, il dipartimento che sovrintende alle partecipate sta per pubblicare nomi e gettoni sul proprio sito Internet. Le nomine sono state effettuate dallex governatore Salvatore Cuffaro e dal vicario Lino Leanza. Ma altre venti società devono modificare il proprio statuto e aumentare le poltrone. «Nascono i comitati di sorveglianza, ma scompaiono i vecchi collegi sindacali», frena Emanuele. Ora toccherà al nuovo governatore Raffaele Lombardo fare le designazioni. Le piccole aziende pubbliche siciliane avranno tutte una governance degna della Siemens o di colossi bancari come Intesa. E pazienza se ciò comporterà, alla fine, costi supplementari per due milioni di euro lanno