ROMA. Sulle deroghe in materia ambientale per l'organizzazione del G8 alla Maddalena, l'Unione Europea vuole vederci chiaro. Il ricorso degli ambientalisti sardi e l'interrogazione dell'eurodeputata Verde Monica Frassoni ha portato infatti all'apertura di una procedura di verifica. La Direzione generale Ambiente della Commissione europea ha cioé messo in moto il meccanismo per accertare la fondatezza del ricorso e, implicitamente, la legittimità dell'ordinanza del presidente del consiglio del 19 marzo scorso. Si tratta del provvedimento con il quale è stato affidato al commissario governativo, delegato per l'organizzazione del vertice, i poteri di deroga al quadro normativo in tema di valutazione di impatto ambientale. Ma non basta. La Commissione europea ha messo in moto anche la Direzione generale Mercato Interno che dovrà verificare la legittimità delle deroghe per quanto riguarda gli appalti per i lavori. Gli ecologisti del Gruppo di Intervento giuridico si sono allarmati quando da Palazzo Chigi è partita la seconda ordinanza, che correggeva la filosofia manifestata nel primo provvedimento. Ovvero, il rispetto del quadro normativo in materia di impatto ambientale. E così il 21 marzo scorso hanno presentato ricorso alla Commissione, sostenuti dall'interrogazione di Monica Frassoni. «Il nostro ricorso - dice Stefano Deliperi, portavoce del movimento ambientalista - è partito dal presupposto che non possono essere firmate cambiali in bianco a nessuno. Per il semplice motivo che le situazioni di quadro politico possono mutare e così gli impegni presi da un presidente del Consiglio possono non significare nulla per il premier che gli succede. Il commissario governativo delegato, Guido Bertolaso, è oggi destinatario del potere di indirizzo da parte del presidente Berlusconi che potrebbe benissimo modificare qualsiasi precedente intesa con la Regione sarda». Nel loro ricorso gli ambientalisti mettono in evidenza i pericoli che sono contenuti soprattutto in alcuni punti dell'ordinanza governativa. Il primo è quello della segretazione degli interventi che toglierebbe la possibilità di qualunque tipo di controllo sulle procedure e sui contenuti stessi degli interventi. Ma il punto dolente è l'articolo 8, quello che prevede ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina della Valutazione di impatto ambientale, di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale. «E se non bastasse - conclude Deliperi - ricordiamoci che La Maddalena è sempre un parco nazionale e un Sito di interesse comunitario».