dalla Festa del cinema allAma, le svolte possibili nei posti di comando Il nuovo sindaco non era stato tenero con lAma e con i vertici di Zètema «Beh, se vince Alemanno sarà meglio preparare il passaporto. Bisogna andarsene» dice un ragazzo che gira tra gli scaffali della libreria dellAuditorium. Sono le 17 di ieri pomeriggio e il Parco della Musica è uno dei luoghi della città che la destra definiva la "cittadella rossa": avviata da Rutelli, inaugurata da Veltroni. Anche al bar gli umori non sono allegri. Volti un po tristi, qualcuno discute sulle scelte della sinistra, altri scuotono la testa. Tra le file di Musica per Roma non si scompongono: «Per noi non cambia niente. Il nostro CdA è confermato fino al 2011. Andiamo avanti per la nostra strada». Non temete cambi del programma, un altro progetto di Cultura? «E perché? Ai nostri festival della matematica, della filosofia, della storia. mica cera solo gente di sinistra?» rispondono dalla dirigenza. E la Festa del Cinema? Cambierà qualcosa? Già in campagna elettorale Alemanno laveva presa di petto. Proponendo come presidente alternativo a Goffredo Bettini il regista Pasquale Squitieri, il quale, a stretto giro, ha sancito che lavrebbe abolita. I vertici della Festa si dicono tranquilli. «La Festa è una Fondazione composta da 5 soci, Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio e Auditorium. E il mandato di Bettini scadrà nel 2009. Se proprio Alemanno volesse incidere subito, potrebbe sostituire il consigliere eletto dal Comune, Pietro Calabrese, uomo di cultura certo non di parte». Suspence, nelle istituzioni culturali e nelle ex aziende municipalizzate emanazione del Campidoglio uscente. Alemanno non era stato tenero neanche con lAma, lazienda della raccolta dei rifiuti, né con i vertici di Zètema, che si occupa di beni culturali. Ora cosa succederà ai tanti presidenti, dirigenti, consiglieri che hanno collaborato con lamministrazione Veltroni, eletti dal sindaco o scelti col voto dei soci fondatori che però in molti casi sono Provincia e Regione, dunque in sintonia politica col Campidoglio? Di certo, da domani, decadono dalle loro funzioni 36 dirigenti esterni del Campidoglio, che avevano lincarico legato alla durata del mandato del sindaco. Tra questi, il city manager Pietro Barrera, Andrea Ciampalini e Daria Luciani al Bilancio, Dany Modigliani, uno degli artefici del nuovo Piano regolatore, Danilo Eccher, direttore del Macro, il museo comunale darte contemporanea e anche il sovrintendente Eugenio la Rocca. Giorgio Van Straten, al vertice dellAzienda speciale Palaexpò che gestisce anche le Scuderie del Quirinale, è già un ex. Il suo ruolo è di stretta nomina del sindaco e dalle dimissioni di Veltroni lazienda era in regime di commissariamento. Più articolata la situazione delle grandi ex municipalizzate come Ama, Atac, Zètema, Risorse per Roma, Trambus (esclusa Acea, che è una Spa). Lo scorso novembre, per adeguarsi allultima Finanziaria contro gli sprechi della politica, tutti i loro CdA era stati fatti decadere ed erano stati rieletti con meno consiglieri: non più di 5 le grandi, non più di 3 le altre. E sono in carica per i prossimi tre anni. Se Alemanno vorrà metterci le mani da subito, potrà far valere larticolo 2449 del Codice civile che regola le revoche degli incarichi nelle società con partecipazioni pubbliche. Rischierebbero di "saltare" anticipatamente presidenti e amministratori delegati, meno i consiglieri damministrazione senza delega. Su di loro varrà il giudizio politico del nuovo sindaco.