Il «Museo del Corso» della Fondazione Roma non è soltanto uno spazio espositivo ma un luogo deputato alla cultura. Esso si connota come una delle realtà più significative nel vasto e ualificato circuito museale capitolino, in quello nazionale e internazionale. Con mostre prestigiose: partendo dai «Capolavori da scoprire dal 500 al 700 dellEnte Cassa di Risparmio di Roma», per arrivare ai «Capolavori Francesi da Poussin agli Impressionisti», «I Capolavori del Museo di Puskin», «I Macchiaioli», «Il9oo scolpito da Rodin e Picasso», «Dal Futurismo allAstrattismo», «Max Ernst e i suoi amici surrealisti», «La Spagna dipinge il Novecento», «Kazimir Malevic. Oltre la figurazione, oltre lastrazione», «La Roma di Piranesi. La città del Settecento nelle grandi vedute», e concludendo con «Capolavori dalla Città Proibita. Quianlong e la Sua Corte». Tutte rassegne realizzate con le più importanti istituzioni culturali estere, come il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Museo di San Pietroburgo, il Museo del Cremlino, il Louvre e il Palace Museum di Pechino, grazie al,quale abbiamo appena concluso lesposizione dedicata alla Cina e ai capolavori provenienti dalla Città Proibita. Queste mostre hanno costruito nel tempo la nostra identità e la positiva risposta di pubblico e di critica del Museo del Corso, facendone non solo un luogo per le esposizioni, ma anche uno spazio aperto, in cui alberga la cultura, in tutte le sue forme: la musica, la poesia, lintrattenimento, il dibattito sui temi del divenire della società e della politica. Cultura, dunque, intesa come linguaggio universale in grado di far incontrare e dialogare tra loro persone di diversa etnia, estrazione sociale ed economica, superando le barriere che si frappongono tra le classi e le generazioni. Essa rappresenta, a mio avviso, un mezzo efficacissimo di inclusione sociale, di coinvolgimento e di partecipazione alle dinamiche della collettività, di formazione delle coscienze e di crescita e maturazione interiore e anche di partecipazione delle categorie sociali meno fortunate, alle quali, attraverso specifiche iniziative, viene dedicata una particolare attenzione. Da questa filosofia origina il Museo del Corso, da me fortemente voluto a complemento dellattività filantropica della Fondazione. Spalancando le porte sul mondo, per assorbirne le culture, le tradizioni, i tesori, il Museo diventa il luogo del "possibile" e, insieme, esperienza vissuta e partecipata nella volontà e nella ferma determinazione di fare di questo luogo un crocevia di nuovi incontri e di nuove esperienze. Accanto alle mostre, e a completamento delle stesse, il Museo offre, infatti, iniziative culturali a tema, portando a compimento limpegno della Fondazione nel campo dellistruzione. Dalle grandi capacità tecniche e dalla spiccata sensibilità artistica e preveggenza politica di un imperatore, Quianlong, il Federico II dellOriente, fulcro della recente mostra, che ha contribuito a fecondare il tessuto culturale, scientifico e il costume del popolo cinese, ci muoviamo ora alla riscoperta del 400 romano. La nuova mostra che si inaugura in questi giorni intende, infatti, fare luce su un periodo e un contesto per troppo tempo trascurati dagli studiosi, per capire la grande rinascita dellUrbe, che inizia nel XV secolo e giunge al suo apogeo nel secolo successivo. E il viaggio continua, con lobiettivo di portare a Roma, a gennaio 2009, la pittura fiamminga e i suoi valori civili e, oltrepassando loceano, grevede mostre di Musei americani e sullarte preispanica del Sud America, in un disegno di ricongiungimento dellarte e delle culture del mondo di respiro internazionale. Ciò che la Fondazione Roma, per mio convincimento, ha cominciato a realizzare con il progetto «Arte e Cultura. nel Mediterraneo nel 900», da cui è scaturita una pubblicazione che racconta le affinità, pur nella diversità, delle culture che popolano il Mediterraneo, e con listituzione della Fondazione per lo sviluppo economico, culturale e sociale del Mediterraneo, che intende realizzare interventi e progetti concreti per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico dellarea, proseguirà con le esposizioni e le iniziative che hanno come motore il Museo del Corso. Presidente della Fondazione Roma