GLI SFRATTATI LA PROTESTA «Se avessero occupato San Francesco di Paola, che è anche di proprietà del Fondo edifici culto come il Carmine, il ministro dell'Interno ci avrebbe messo tanto per liberarla?». Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo museale attacca subito e rilancia: «Il nostro è un permissivismo mascherato di demagogia, grazie al quale permettiamo tutto: andare in moto senza casco, vivere tra i rifiuti, occupare le chiese». Scritte con i pennarelli, balaustre in marmo rotte. Se l'aspettava? «Di che ci meravigliamo? Ventidue giorni sono troppi. Bisognava intervenire subito». Ricorda episodi simili in passato? «Nell'88, quando avevamo da poco finito il restauro di Castel Nuovo, dei ragazzi lo dipinsero con barattoli di vernice rossa. Non è un problema di estrazione sociale, ma di civiltà. Si è incivili anche a via dei Mille. Lo sono insomma anche i borghesi». Si può già fare un calcolo dei danni nella basilica del Carmine? «Non li ho ancora valutati. Ma mi chiedo perché i senzatetto non abbiano occupato le case dei camorristi. Che c'entrano le chiese e i luoghi d'arte? Si è perso il senso del rispetto». ro.bor. Nella quinta cappella della basilica del Carmine, dedicata a Sant'Anna, quando la polizia ieri mattina ha avuto finalmente libero accesso per fare la constatazione dei danni, ha trovato marmi a terra e la balaustra in frantumi. Nelle cappelle i 348 sfollati di Melito nei ventidue giorni di occupazione avevano attrezzato le loro camere da letto. Qui, ogni sera, venivano allestite le brandine, offerte dalla Croce Rosse: stanze da letto su misura, con tanto di comodini dove poggiare acqua e caffè. Probabilmente, nel rifare i letti, le balaustre con i marmi sono state urtate e rotte. Ma dopo ventidue giorni di occupazione - come dice Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo Museale - non ci si poteva aspettare altro. È triste lo scenario che si presenta dentro la chiesa. Anche la colonnina in marmo intorno alla cornice del Cristo, all'ingresso, è stata spezzata: lì per ventidue giorni c'era la cuccia di Nennella, il cane bastardino mascotte dell'occupazione. Eppure in queste tre settimane i senzatetto avevano pulito, lavato, persino spolverato. Consideravano la chiesa come casa loro. Non è questa la sola traccia lasciata dagli sfollati nella trecentesca basilica del Carmine. Anche Corradino di Svevia da oggi potrà leggere che Salvatore e Anna si vogliono un gran bene. La scritta «Ti amo», infatti, rimarrà tra la quarta e la quinta cappella della basilica del Carmine, proprio dove si trova il monumento a lui dedicato da Massimiliano di Baviera nel 1847. Forse soltanto un gioco, firmato da uno 115 bambini che in questo periodo hanno vissuto dentro le chiesa. O forse un segno di inciviltà, un vero e proprio atto vandalico. Anche nella sagrestia, sotto gli affreschi del Falciatore, ieri mattina non c'erano più le brandine, e i dipinti alle pareti, con il ritratto dei Santi Carmelitani sembravano tornare a risplendere. I padri nel convento, intanto, continuano a tacere. Come in questi giorni. Oggi ancora non si celebra. La chiesa è stata disinfestata e non si può ancora entrare. Domani mattina i fedeli entreranno per fare le pulizie. È anche questo un modo per riappropriarsi della loro chiesa, per tornare a pregare ai piedi della Vergine in silenzio e raccoglimento. Ieri mattina, durante lo sgombero, i senzatetto hanno anche fumato in chiesa. Non era mai successo, forse una forma di protesta. Come le scritte nei bagni, nelle cappelle o i marmi lasciati a terra. E le offese urlate verso tutto e tutti. Quando è finito lo sgombero, uno scampanìo festoso ha salutato la fine delle operazioni, poi nient'altro. Con lo stile che ha caratterizzato i padri Carmelitani in questi giorni. Nessun clamore. Probabilmente mercoledì riprenderanno le celebrazioni. Il mercoledì è dedicato, infatti, alla Vergine del Carmelo. In quel giorno i devoti si radunano per chiedere, secondo una tradizione iniziata nel Cinquecento, speciali guarigioni alla Vergine Bruna. Ogni mercoledì, infatti, al santuario arrivano pellegrini da ogni parte per venerare la Madonna. Per la riapertura della mensa, che ospita circa trecento senza fissa dimora al giorno, e che è rimasta chiusa dal giorno dell'occupazione, non c'è nessuna controindicazione. Già da lunedì la carità dei padri potrà riprendere, come sempre. In questi giorni ha cambiato solo destinatari.