BENI CULTURALI: UN SILENZIO ASSORDANTE Iniziativa promossa da Assotecnici, Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, FAI,Greenpeace, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Verdi Ambiente e società, WWF in collaborazione con Aprile, Aib, Anai, Anastar, Ari, Cgil Roma e Lazio, Cgil - beni culturali, Cisl - beni culturali, Communitas 2002, Federculture, Gruppo Cultura Ds Camera, Gruppo Verdi al Senato, Uil - beni culturali, Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, Patrimonio Sos Il nostro patrimonio storico-artistico, ambientale, paesistico è sottoposto ad un attacco generalizzato e demolitore mai visto da quando esistono in Italia leggi di salvaguardia. Per questo le Associazioni di tutela e ambientaliste - e tutti gli altri soggetti, associazioni e sigle che, insieme con loro, hanno promosso l'iniziativa di oggi - esprimono la più grande preoccupazione e il più forte allarme per l'indebolimento o lo stravolgimento della tutela di un patrimonio che è ricchezza, bellezza e identità nazionale dal valore in se stesso inestimabile. Infatti la normativa contenuta nel collegato alla Finanziaria appena approvato ammette la vendibilità di ogni bene immobile, eccezion fatta per quelli per i quali le Soprintendenze territoriali riescano a dimostrarne, in 30 giorni (120 giorni previsti per il procedimento globale con il meccanismo del silenzio-assenso), il valore e l'interesse culturale ed artistico. La normativa fin qui in vigore (DPR 2832000 - Regolamento per l'alienazione dei beni immobili del demanio storico e artistico), viceversa, prevede norme rigorose per l'accertamento o meno dell'interesse culturale, storico ed artistico di un manufatto e, di conseguenza, ne disciplina la possibile alienazione senza scadenze capestro e privilegiando l'aspetto della tutela. Non sono valutabili le conseguenze negative sul patrimonio dei beni culturali italiani per l'applicazione della nuova procedura e soprattutto per l'imposizione del silenzio-assenso; ciò in considerazione anche dello stato in cui versano le strutture tecnico-scientifiche del Ministero per i Beni e le attività culturali, in forte calo nell'organico. Inoltre non bisogna sottovalutare l'effettiva impossibilità, nelle condizioni attuali, di un'azione sistematica di catalogazione del patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e demo-etno-antropologico, che è la prima condizione necessaria per un'efficace attività di tutela e la sola valida garanzia contro una politica di privatizzazione di beni da decenni appartenenti al demanio pubblico. Ancora, la formulazione del nuovo Codice dei Beni culturali e paesaggistici non assicura affatto la preminenza, secondo il principio costituzionale, dell'interesse pubblico rispetto a distorsioni mercantili o a politiche preoccupate unicamente di fare cassa; in più, le norme di salvaguardia oggettiva del paesaggio previste dalla Legge Galasso vengono di fatto annullate. Un'autentica resa della pianificazione che si salda agli effetti devastanti del nuovo maxi-condono edilizio. Come se tutto ciò non bastasse, l'art. 32 del Disegno di Legge delega in materia ambientale, qualora venisse confermato nella formulazione oggi in discussione al Senato, consentirebbe di sanare illeciti in materia paesaggistica, senza alcuna dichiarazione di compatibilità con le norme di protezione del paesaggio. Si ritiene pertanto indispensabile che: 1. nella discussione della Finanziaria si provveda ad eliminare il principio del silenzio assenso e a dare valore legislativo alle procedure previste dal D.P.R. 2832000; 2. si potenzino le strutture tecnico-scientifiche del Ministero per i Beni e le Attività culturali, soprattutto territoriali; 3. si eviti di varare in uno scandaloso silenzio un nuovo Codice dei Beni culturali e vi sia la possibilità prima del varo definitivo, anche a costo di ricorrere ad una proroga, di un'ampia discussione nel mondo culturale e scientifico nonché di un esame anche da parte degli organi consultivi del Ministero - Consiglio Superiore per i Beni culturali e il Paesaggio e Comitati tecnico-scientifici - sinora totalmente ignorati. Roma, 12 Dicembre 2003
Il documento diffuso in occasione della giornata Beni culturali: un silenzio assordante
Le associazioni di tutela e ambientaliste hanno espresso preoccupazione e allarme per l'indebolimento della tutela del patrimonio storico-artistico, ambientale e paesistico italiano. La normativa contenuta nella Finanziaria approvata ammette la vendibilità di ogni bene immobile, eccezion fatta per quelli con valore e interesse culturale ed artistico dimostrati entro 30 giorni. La normativa finora in vigore prevede norme rigorose per l'accertamento dell'interesse culturale e disciplina la possibile alienazione senza scadenze. Le associazioni sostengono che le conseguenze negative sul patrimonio dei beni culturali italiani sono negative e che l'imposizione del silenzio-assenso è impossibile nelle condizioni attuali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo