La elefantiaca vicenda dell'ex casa del fascio di Santa Maria non si è conclusa neppure il giorno della Liberazione. Il pronunciamento del sindaco Luciana Cappelli sulla destinazione dell'immobile non c'è stato. Il circolo Arci aveva chiesto la ex casa del fascio per dare ali a tutte le sue attività. Compreso il gruppo teatrale che è attivo nel quartiere. E aveva chiesto che il 25 Aprile, un giorno simbolico, il Comune si esprimesse sulla loro richiesta formulata qualche mese fa a nome del popolo della frazione. Ma nel discorso al parco di S. Maria (dove c'è stata l'intitolazione ai coniugi Scappini) non c'è stato alcun accenno alla vicenda. E dunque l'immobile, tra l'altro sotto la tutela della Sovrintendenza, rimane ancora con un futuro incerto. Per tanti anni il recupero dell'immobile è stato bloccato da pastoie burocratiche in un tira e molla tra ente locale e Stato che era il suo primo proprietario. Il fabbricato ha un piano solo con uno spazio complessivo di 316 metri quadrati. E' in brutte condizioni e non è stato usato più dal dopoguerra. La ex casa del fascio di via Livornese era di proprietà dell'ufficio del territorio di Firenze (l'ex Demanio). E la trafila per il passaggio dell'immobile e il suo riutilizzo inizia negli anni Novanta. Già all'epoca si era fatta avanti la casa del popolo di Santa Maria che si trova proprio accanto. Le aste si sono ripetute nel tempo senza alcun esito. Poi, alla fine, alcuni anni fa, dopo altri contenziosi, l'immobile passò al Comune. Da alcuni mesi la casa del popolo ha manifestato di nuovo il suo interesse. E venne inviata una lettera a nome del popolo di S. Maria in cui è stato chiesto un comodato d'uso ed è stato offerto al Comune di fare i lavori di ristrutturazione. La risposta, però, ancora non è arrivata. (l.a.)