ROMA. Un pasticcio senza precedenti targato Francesco Rutelli che ora rischia addirittura di far saltare il primo Consiglio dei ministri del nuovo Governo a Napoli, a Palazzo Reale. Con una sentenza recente, infatti, la Corte dei Conti ha bocciato le nomine di 9 direttori generali centrali, 17 direttori generali regionali, 6 direttori generali di staff, 3 direttori generali del Secin e, di conseguenza, quelle dei 216 soprintendenti. A questo si aggiunge che la Banca d'Italia ha rifiutato il deposito delle firme. Tradotto in soldoni, vuoi dire che le Soprintendenze si trovano a metà tra una situazione di caos totale e di congelamento di qualsiasi decisione. Fatto, questo, che impedisce anche le decisioni che dovrebbero essere più semplici. Come, ad esempio, i necessari lavori che bisognerebbe fare a Palazzo Reale (a cominciare dall'approntamento delle sale e del personale) per rendere materialmente possibile lo svolgimento del Consiglio dei ministri. Il problema, infatti, e che qualsiasi atto rischia di essere annullato. In pratica, come denuncia Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil beni culturali, la decisione della Corte dei Conti «significa che tutti gli atti firmati da tali direttori generali potrebbero essere allo stesso modo illegittimi sia se hanno determinato impegni di spesa sia se hanno prodotto effetti giuridici nei confronti di terzi». Il Consiglio dei ministri, inoltre, non potrebbe svolgersi neanche in qualche altro edificio storico campano perché è l'intera regione ad essere senza un responsabile in grado di prendere decisioni. Le 216 nomine, formalmente firmate dai direttori bocciati dalla magistratura contabile, «sarebbero allo stesso modo illegittime - spiega Cerasoli - poiché tali dirigenti in mancanza della registrazione del loro contratto non le avrebbero potute firmare». Lo stesso Cerasoli spiega anche che «tutti gli atti che nel frattempo hanno firmato i soprintendenti, i direttori di biblioteche ed Archivi sono viziati di illegittimità per esempio per l'apposizione di un vincolo, per l'espressioni di pareri in materia di Beni Architettonici e paesaggisti».
Napoli, Palazzo Reale, a rischio il Consiglio dei ministri
La Corte dei Conti ha bocciato le nomine di 9 direttori generali centrali, 17 direttori generali regionali, 6 direttori generali di staff, 3 direttori generali del Secin e 216 soprintendenti. Ciò significa che le decisioni prese da questi dirigenti potrebbero essere annullate. La Banca d'Italia ha rifiutato il deposito delle firme, mettendo in crisi la possibilità di svolgere il Consiglio dei ministri a Napoli. La situazione è tale che qualsiasi atto firmato da questi dirigenti potrebbe essere illegittimo. Ciò impedisce anche le decisioni più semplici, come i lavori da eseguire a Palazzo Reale per il Consiglio dei ministri.
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