Rosario D'Agata si batte per ricostruirle. Recuperate da Mussolini, distrutte durante la guerra In principio c'è stato l'irremovibile capriccio di un pensionato, non preso in considerazione da nessuno. Dal '96, Rosario D'Agata, dirigente Agip a riposo residente a Nemi, appassionato di archeologia navale, si è messo in testa di riuscire a ricostruire in base a rigorosi criteri scientifici, almeno una delle due imponenti imbarcazioni (70 metri di lunghezza per 20 di larghezza) fatte realizzare nel lago dall'imperatore Caligola nel I secolo dopo Cristo, poi 'sprofondate, recuperate da Mussolini nel 1931 e andate definitivamente distrutte durante la seconda guerra mondiale. L'idea stramba ha avuto subito l'assenso del professor Marco Sonino, docente di archeologia navale all'università di Trapani, diventato consulente scientifico dell'operazione. Il progetto ora è ad un passo dalla realizzazione: manca solo il «miracolo» di Natale, un finanziamento per pagare il maestro d'ascia Mattia Di Donato e gli operai del cantiere di Torre del Greco che, senza ricevere ricompensa, finora hanno ricostruito la chiglia della nave posizionata a bordo lago, davanti il Museo delle navi. In assenza di liquidità, i lavori sono fermi da oltre un anno. Il tenace pensionato non si è arreso: ha propagandato il progetto fin tanto che i comuni di Nemi e Genzano, la Soprintendenza ai Beni archeologici del Lazio e il Registro navale hanno costituito una fondazione intitolata alle «Naves Nemorenses». Inatteso, il primo «miracolo» è avvenuto: l'Assoimpresa, associazione di categoria con sede a Parma e una delegazione a Grottaferrata, fornirà il legname. D'Agata a questo punto invoca il colpo finale: «Ora basterebbe trovare i fondi per impiantare il cantiere davanti al Museo, dove la nave sarà ricostruita per poi essere messa in acqua. Il budget è di circa 80 mila euro». La storia delle navi resta un enigma archeologico. Chissà perché Caligola destinò a un lago piccolissimo e senza uscite due navi immense di cui una senza remi né vele. Entrambe, poi, sopra gli scafi di legno avevano costruzioni d'alta tecnologia, con marmi, mosaici, colonne, arredi ricchissimi. Forse Caligola, devoto come suo padre, l'imperatore Germanico, al culto di Iside consacrò il lago, con i boschi e le acque alla grande madre egizia. E fece varare la nave sacra a Iside senza remi, perché destinata a muoversi con lentezza, così da seguire la luna riflessa nelle acque. In essa trovavano posto lui stesso e gli officianti del rito. La seconda portava gli adepti. Entrambe concorrevano alla rappresentazione galleggiante del grande viaggio dell'anima dalla vita alla morte.
Nemi, il pensionato e le misteriose navi di Caligola
Rosario D'Agata, un pensionato di Nemi, si è messo in testa a ricostruire due navi fatte realizzare da Caligola nel I secolo dopo Cristo. Le navi, di 70 metri di lunghezza e 20 di larghezza, furono fatte realizzare nel lago da Caligola e poi recuperate da Mussolini nel 1931, ma distrutte durante la seconda guerra mondiale. D'Agata ha ottenuto l'assenso del professor Marco Sonino, consulente scientifico dell'operazione, e ha propagandato il progetto fino a costituire una fondazione per finanziare i lavori.
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