«Il parcheggio a raso non lederà le strutture, ora interrate per evitare gli agenti atmosferici» Dopo la scoperta, il Comune studia come riportare alla luce le terme romane Reperti archeologici nell'area della villa comunale, dopo le critiche sollevate dall'opposizione interviene l'amministrazione. «Dall'agosto del 2007, la competente Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio - recita una nota del Comune - ha diretto una campagna di indagini preliminari finalizzate alla verifica della presenza di eventuali resti antichi in un'area privata destinata a parcheggi interrati. Le indagini, protratte fino a novembre, hanno permesso di individuare alcune strutture pertinenti a un complesso termale di età romana imperiale (apparentemente databile intorno al III sec. d.C), impiantatosi su un più antico insediamento di età romana repubblicana (databile presumibilmente almeno a partire dal II sec. a.C.) di maggiore estensione ma di minore rilevanza. Proprio in considerazione dell'importanza del rinvenimento, la Soprintendenza ha immediatamente attivato le procedure per la dichiarazione di interesse archeologico e per l'apposizione del relativo vincolo, informando tutte le parti interessate circa l'impossibilità di procedere alla realizzazione dei previsti parcheggi interrati. La campagna di scavo è stata eseguita all'interno di un'area di proprietà privata e con fondi messi a disposizione da parte della medesima parte privata. Al termine delle indagini, le strutture antiche sono state reinterrate con tutti gli accorgimenti tecnici previsti dalle normative, al fine di preservarle dai danni causati dalla loro improvvisa esposizione agli agenti atmosferici. Il reinterro delle strutture, lungi dall'essere stato realizzato mediante "coltri di asfalto", ma tecnicamente eseguito secondo le prescrizioni normalmente fornite in tutte le analoghe circostanze, è stato dunque il primo passaggio obbligato volto a preservarne l'integrità: la ricopertura dei resti antichi, infatti non corrisponde ad alcuna presunta "consuetudine" da parte della Soprintendenza che "sarebbe incline anche questa volta a lasciarli sepolti", ma rappresenta l'unica soluzione utile a garantirne immediatamente la conservazione e la tutela, in attesa che si possano compiere le successive scelte in relazione a un eventuale intervento di valorizzazione a fini di pubblica fruizione. A tal proposito, poiché la norma di legge stabilisce in modo inequivoco come non sia compito della Soprintendenza pronunciarsi "sul da farsi", si precisa come l'amministrazione si sia prontamente attivata a verificare la possibilità di un eventuale intervento diretto e le migliori modalità per porlo in essere: allo stato attuale, quindi, la scelta di procedere alla realizzazione di un parcheggio a raso (senza dunque lasciare ai privati proprietari dei terreni alcuna "facoltà di disporre a proprio piacimento degli appezzamenti di terra purché i provvedimenti presi non vadano a ledere i reperti") non solo non comporta alcun rischio per le strutture (che peraltro non sono "tesori inesplorati", ma rappresentano un rinvenimento di cui è stata ben compresa l'importanza), ma soprattutto permetterà di riportare in luce in breve tempo l'area di interesse archeologico. È infatti intendimento dell'amministrazione svolgere tutte le valutazioni al fine di un eventuale recupero del sito. In conclusione, nel porre l'attenzione sulla tempistica dell'intera vicenda (in particolar modo sulla circostanza che le indagini si sono concluse appena 5 mesi fa), si ritiene opportuno sottolineare come l'amministrazione, applicando le normative vigenti e rispondendo alle prescrizioni ricevute, abbia immediatamente dato inizio ad una fase di studio e analisi della situazione».
Valorizzeremo i reperti
Il Comune di un comune ha iniziato una campagna di indagini archeologiche in un'area privata destinata a parcheggio. La Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio ha attivato le procedure per la dichiarazione di interesse archeologico e per l'apposizione del relativo vincolo. Le strutture antiche sono state ritrovate e reinterrate con accorgimenti tecnici per preservarle. Il Comune studia come riportare alla luce le terme romane e ha iniziato a valutare la possibilità di un eventuale intervento diretto. La scelta di procedere alla realizzazione di un parcheggio a raso non comporta alcun rischio per le strutture e permetterà di riportare in luce l'area di interesse archeologico.
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