Due anni fa, abbatterlo era un problema di costi. Il muro alto due metri che da Porta Genova costeggia la via Valenza è di proprietà delle Fs e il Comune per demolirlo avrebbe dovuto pensarci da sé. Ora che i soldi ci sono e che c'è anche il via libera delle Ferrovie, l'altolà arriva dalla Soprintendenza. Sarà anche brutta e sporca, ma quella barriera, additata come principale causa del sottoutilizzo di un parcheggio da 700 posti e dell'isolamento della Fiera di Sinigaglia, non è un muro qualsiasi. «Pensare di demolirlo è un'operazione banalespiega il Soprintendente ai Beni culturali, Alberto Artioli . Quel muro è antico. È coevo alla stazione, sottoposta a vincolo ambientale e monumentale, nonché una delle poche testimonianze di archeologia industriale rimaste». Parere che Artioli ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al Comune, il 21 aprile. Ed è questa, non solo la mancata presentazione di un programma culturale da parte dell'associazione degli esercenti dei Navigli, una delle ragioni della mancata partenza annunciata per il 1 maggio dell'isola estiva. «Quel muro va studiato, va conservato il segno», scrive il soprintendente. L'assessore al Traffico, Edoardo Croci, non abbandona il progetto: «n muro va abbattuto per rendere sicuro il parcheggio. È fondamentale, se vogliamo far decollare l'isola permanente. Che fosse vincolato l'ho scoperto ora. La Soprintendenza ci chiede un progetto. Lo faremo. Stiamo lavorando con rapidità. Conserveremo le colonnine... studieremo degli archi». I tempi? «Prima dell'estate», azzarda Croci. Ma il muro divenuto dalla sera alla mattina un macigno sulla strada dell'isola pedonale, anche di quella d'estate, fa respirare i comitati di residenti, che fino all'ultimo si erano battuti per posticipare la partenza dei dehors. Dalla querelle non sta fuori il consiglio di zona. Gaetano Bianchi, presidente della commissione Navigli di zona 6, precisa: «Se fosse per me, le auto andrebbero bandite dai Navigli. Sono un monumento della città». Intanto le auto ci sono, e rendono impossibile la vita dei residenti, i cui posti dedica (strisce gialle) vengono costantemente occupati la sera dal popolo della notte. Oggi che la kermesse estiva non è partita, figurarsi da giugno. Ben vengano, dunque, macigni e freni sulla strada dell'isola estiva. Muri compresi. E lo scontro con gli esercenti che attendono tutto l'anno l'apertura della stagione dei tavolini all'aperto, per compensare i mancati guadagni, sale d'intensità. «La zona 6 ha trovato l'escamotage per farci rinviare l'apertura della stagione denuncia Daniele Gionta, portavoce di Navigli Domani, una delle associazioni di via . Sostengono che non abbiamo presentato in tempo la programmazione degli eventi culturali collaterali. Mentre gli accordi erano che avremmo dovuto lavorare al programma insieme, noi e la zona». Il rinvio, ormai certo, dell'apertura della stagione di due settimane ma forse anche di un mese, pesa sui loro bilanci. «Abbiamo lavorato mesi per concordare con l'Arredo urbano i dehor, tutti uguali, per scegliere con la Soprintendenza i colori degli ombrelloni, il tipo di sedie e poltroncine. E per adeguarci alle richieste del Comune pagheremo un pesante dazio».