Il nuovo codice dei Beni culturali le equipara ad elementi di degrado e così si chiede il loro spostamento da numerose zone del centro Bancarelle da spostare, da ridimensionare, spesso da eliminare completamente, un po' in tutta Venezia: dagli Scalzi a San Geremia, dalla Strada Nuova a San Polo, dall'Accademia a San Simeon Piccolo. É una sforbiciata decisa ai cosiddetti "posteggi isolati" (per lo più di souvenir), quella che la Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Venezia, forte del nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio, sta chiedendo al Comune. La lettera, a firma dell'architetto Renata Codello (nella foto piccola), è arrivata proprio in questi giorni sui tavoli del sindaco Massimo Cacciali, degli assessori alle attività produttive Giuseppe' Bortolussi, e al decoro Augusto Salvadori, del presidente della Municipalità Enzo Castelli. Una tempistica che alimenterà, con ogni probabilità, il dibattito sui banchetti in città. Tra un paio di giorni, infatti, il Consiglio comunale dovrà dire la sua sul futuro dei venditori di grano, "banditi" da Piazza San Marco. Bortolussi, come noto, insiste per un cambio di licenza e ha già individuato, con fatica, una serie di postazioni alternative per la ven dita di souvenir in giro per Venezia. Ora però con queste nuove indicazioni della Soprintendenza, altri banchetti dovranno essere spostati dalle attuali postazioni, in quanto "elementi di degrado" del patrimonio artistico architettonico, e ricollocati non si sa dove. Insomma un gioco che si complica e che potrebbe dare nuovi argomenti a chi è contrario al cambio di licenza e sostiene l'indennizzo. Si vedrà... Intanto c'è questo documento della Soprintendenza, che propone la costituzione di un tavolo tecnico con il Comune sui "posteggi isolati" da rivedere. Punto di partenza, si diceva, quel nuovo Codice dei beni culturali che inserisce le "pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse storico e artistico" tra i beni culturali da tutelare, prevedendo che i "comuni, sentito il soprintendente", individuino le aree dove vietare o limitare l'esercizio del commercio". Ebbene, in quest'ottica, la Soprintendenza segnala una ventina di luoghi da "ripulire". In alcuni - come San Simeon Piccolo, campo della Carità o San Geremia - le bancarelle vanno eliminate del tutto. In altri - come Strada Nuova, Santa Maria Formosa, campo Sant'Angelo - vanno ridimensionati e spostati dove si notano meno. Ma nella lettera la Soprintendenza si sofferma anche su indicazioni "vecchie" di un paio d'anni fa, mai attuate dal Comune, che alla luce del Codice ora appaiono più forti. Ci sono i posteggi di salizzada San Pio X, ai piedi del ponte di Rialto, da ridurre o rimuovere; quelli di calle larga Mazzini da allontanare da San Salvador; quelli di Riva degli Schiavoni da compattare e distanziare dal monumento. Sul tema più generale dei mercati, poi, la Soprintendenza aveva raccomandato di vincolare le concessioni al mantenimento dell'offerta di alimentari. Questo, in particolare, a Rialto, San Leonardo, Santa Margherita, via Garibaldi, Burano e Santa Maria Formosa dove andrebbero banditi tutti i souvenir, compresi gli alimentari preconfezionati. Insomma, tra nuove e vecchie proposte, una bella stretta per i banchetti. E una nuova grana per il Comune, che dovrà gestirla. Il prossimo passaggio, a questo punto, sarà il tavolo tecnico, a cui la Soprintendenza affida anche il compito di ripensare a un nuovo "modello" uniforme per tutti i banchetti veneziani. Il presidente Castelli: «Siamo al punto di soglia per la vivibilità» «Una sforbiciata, ma non eccessiva. Ormai siamo arrivati ad un punto di soglia per la vivibilità di questa città». Enzo Castelli, il presidente della Municipalità di Venezia, vede con favore un riordino dei banchetti di souvenir in giro per la città. La Municipalità, d'altra parte, era stata tra le prime a porre con forza il tema dei plateatici selvaggi. E ha già sfornato una ventina di "pianini" sui plateatici, appunto, che ora dovranno passare al vaglio della Giunta. «Per il commercio su aree pubbliche, che è il tema affrontato ora dalla Soprintendenza, noi abbiamo solo un parere consultivo - precisa Castelli -. Ma queste indicazioni mi sembrano assolutamente coerenti con quanto già detto dalla stessa Soprintendenza in merito ai plateatici». Ecco tutti i luoghi da liberare «Elementi di degrado urbano e pregiudizievoli all'interesse architettonico e paesaggistico dei luoghi». Nel linguaggio della Soprintendenza, eccoli i banchetti che deturpano il paesaggio e che per questo vanno eliminati o quantomeno spostati. Una ventina le nuove segnalazioni, ben distribuite per Venezia. Vediamole, una ad una. In fondamenta e campo San Simeon Piccolo i banchetti oscurano il Canal Grande e "vanno "ricondotti alla tipologia di posteggi amovibili e riposizionati in ambiti di minor pregio". Stesso ragionamento per quelli di fondamenta degli Scalzi, dove ad essere deturpata è la fruizione della chiesa. In campo San Geremia, sottoposto a preciso vincolo, "non deve essere previsto nessun posteggio". In campiello dell'Anconetta i banchetti impediscono la vista di un edificio di pregio come l'ex ci-mena Italia, quindi "vanno spostati o comunque ridotti di numero". Stessa indicazione per quelli di Strada Nuova ("a ridosso del muro di cinta del monumentale palazzo Giovannelli") e campo Santi Apostoli ("a ridosso . di muro di cinta di giardino di pregio"). Un ridimensionamento viene chiesto anche per campo San Felice: "risulta eccessivo l'ingombro nel campo". Da cancellare, poi, la "struttura fissa", a fianco dell'edicola, di campo San Giovanni Grisostomo: "impedisce la leggibilità del piccolo campo con vera da pozzo", va spostata "in altro luogo, anche in considerazione del venir meno della originaria destinazione a fiorista". In campo San Lio "va mantenuto un unico posteggio amovibile di dimensioni contenute e con l'originaria offerta merceologica a frutta e verdura, escludendo anche gli alimentari preconfezionati". Campo Santi Filippo e Giacomo è troppo ingombro: deve restare solo l'edicola storica. In campo Santa Maria Formosa vanno "spostati i posteggi davanti al prospetto della chiesa". In via Garibaldi vietati i posteggi davanti all'ingresso deiu Giardini napoleonici. Nessun banchetto in campo della Carità (davanti all'Accademia), che è pure vincolato. In campiello Santo Stefano l'attuale offerta a souvenir è incompatibile, bisogna tornare all'originario fiorista. Per campo Sant'Angelo si chiede un "ridimensionamento, un controllo dell'offerta merceologica e lo spostamento in un punto di minor impatto". Spostamento analogo anche per campo Santa Maria del Giglio. Ridimensionamento in campo San Vidal. Posteggi vietati, invece, sia in campo San Polo che in campo dei Frari. Per Piazzale Roma la richiesta è di un piano complessivo. Infine Torcello, dove va spostato il posteggio davanti alla Basilica.