Conclusa con un nulla di fatto la riunione tra il Comune e i venditori di grano. Bortolussi: «La nostra proposta è la soluzione migliore, altrimenti c'è l'indennizzo» Il primo maggio non si potrà più vendere grano in piazza San Marco né si potranno "foraggiare" in alcun modo i piccioni. I venditori, però, saranno sempre al loro posto e con i loro banchetti. «Ci saremo tutti - spiegano al termine della riunione di ieri pomeriggio in Comune - in segno di protesta ma i nostri banchi saranno chiusi. Sarà il nostro modo civile di manifestare il disappunto per una decisione che ci vuole eliminare fisicamente in nome di chissà cosa. Pretendiamo che la soprintendente Codelo o il sindaco ci dicano in faccia i veri motivi per i quali noi veniamo sacrificati». Alla riunione in municipio ci sono stati momenti di tensione, sono volati anche paroloni, ma alla fine tra l'assessore alle Attività produttive Giuseppe Bortolussi e i venditori di grano di piazza San Marco si è conclusa con un nulla di fatto. Bortolussi ha spiegato che cosa intende fare la giunta, evidenziando la proposta di dieci postazioni con turnazioni di mezza giornata in località concordate con la Soprintendenza. «Abbiamo spiegato - racconta Bortolussi - ai sette operatori che non hanno presentato il ricorso al Tar che esiste già una graduatoria formata da tutti gli operatori e quella sarà rispettata. Sono straconvinto che l'interesse prioritario sia difendere piazza San Marco e i suoi monumenti e la soluzione individuata dalla Giunta di offrire in cambio una licenza di commercio ambulante sia la soluzione migliore, anche contro il volere della maggioranza del consiglio comunale, che alla fine sarà sovrano. Se la spunterà il consiglio, comincerà un lungo iter per stabilire quale sarà l'indennizzo. Qualcuno tra i più giovani ha chiesto anche un posto di lavoro. Non ci sono preclusioni a questo e neppure all'indennizzo se passerà la proposta di giunta». I venditori, accompagnati dal loro legale (l'avvocato Maurizio Trevisan) non sono stati molto soddisfatti. «Visto e considerato - dicono - che questo polverone è stato fatto dal sindaco con la Codello i quali hanno detto che i colombi portano malattie e danneggiano i monumenti. Dove sta la verità? E poi, se i venditori di grano non possono più stare in piazza per tutela del decoro, perché i souvenir restano? Loro che hanno avuto il coraggio di dire che prendiamo mille euro al giorno abbiano il coraggio di dirci in faccia che dal primo maggio 19 famiglie saranno senza sostentamento. Cos'è, un problema politico? Ci diano una risposta vera, anzi la diano à tutta la città».
San Marco, banchi chiusi in segno di protesta
La riunione tra il Comune e i venditori di grano in piazza San Marco è stata conclusa con un nulla di fatto. L'assessore alle Attività produttive Giuseppe Bortolussi ha spiegato che la Giunta intende offrire in cambio una licenza di commercio ambulante. I venditori, accompagnati dal loro legale, non sono stati soddisfatti e hanno chiesto spiegazioni sui motivi della decisione. Hanno anche chiesto un posto di lavoro e un indennizzo. La decisione è stata vista come un problema politico e i venditori hanno espresso il loro disappunto. La riunione è stata caratterizzata da momenti di tensione e sono volati anche paroloni.
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