È stato oggetto di dibattiti e polemiche accese. Arte contemporanea «illuminata» o «provinciale», a seconda della fazione. Da martedì sarà oggetto di una ricucitura, quanto meno materiale. Parte il restauro straordinario de «L'Ago e Filo» in piazzale Cadorna. La scultura inizia a essere malandata.Troppe fessure e parti ossidate, il nodo è nel nodo del filo. I bulloni d'acciaio che fissano la vetroresina colorata (la stessa di barche e lavandini, per intendersi) hanno subito gli effetti di gelo e calore e provocato microfratture, l'acqua della fontana ha coperto l'installazione di incrostazioni e il carbonato di calcio non è solubile, non basta una sciacquata, serve un restauro vero. Il Comune l'ha finanziato con 5 mila euro (in un appalto da 150 mila euro in tre anni per il piazzale). Dice l'assessore all'Arredo urbano, Maurizio Cadeo, che «L'Ago e Filo» è un «biglietto da visita straordinario, va preservato al meglio». Aggiunge il titolare dei Lavori pubblici, Bruno Simini, che «a partire da Cadorna vogliamo far funzionare al meglio tutte le fontane della città. E la manutenzione è fondamentale». Questo, in verità, è un intervento particolarmente significativo. Quasi unico nel suo genere. È il primo restauro conservativo di un'opera d'arte contemporanea inaugurata solo nel febbraio 2000. Nuova, insomma. Per da Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen, «L'Ago e Filo» è la scultura-simbolo della Milano della moda e del design, nella piazza ridisegnata da Gae Aulenti. Un ago di 18 metri a cui s'attorciglia un filo che sprofonda e riaffiora nella fontana, n cantiere sarà un laboratorio universitario. Nell'equipe, guidata da Vittoria Castoldi Formica, docente di restauro dell'arte contemporanea a Brera, lavoreranno anche gli studenti dell'Accademia. Due settimane sul campo che arrivano «dopo un lungo lavoro di ricerca sui materiali», il programma: impacchi per limare le incrostazioni, stucchi di precisione. Obiettivo: «Recuperare la scultura prima che il degrado sia irreversibile», osserva Castoldi Formica. È un intervento che a suo modo vuole essere un modello. Prevenzione. «Servono cure periodiche, ogni 5 anni, anche per l'arte contemporanea. Ne hanno bisogno pure la scultura di Rossi dedicata a Pertini e le statue di via dei Mercanti». Brera seguirà anche il decorso postoperatorio, sia mai che nascano nuove divisioni. Anche solo nella vetroresina.