TURISMO IL TEST Chiuso, closed, fermé. Al Museo archeologico nazionale la parola d'ordine è «fuori servizio». Un cartello che ritrovi su tutti e quattro i livelli dell'edificio ora per lavori di pitturazione, ora per mancanza di personale che implica la chiusura delle sale, ora per riallestimenti e inventari. Una situazione poco apprezzata dai visitatori, costretti a dietro-front improvvisi e gimkane tra statue cellophanate, ponteggi e affreschi accatastati in un angolo. Se poi si aggiunge che proprio in un giorno festivo l'unico ascensore utilizzabile ha deciso di dare forfait, ecco che anche il più tollerante dei turisti vacilla e esplode con un francesissimo e irritato «Napolitain!». Le etichette del «fuori servizio» devono essere tutte terminate visto che ad ogni piano viene utilizzato un mezzo diverso per indicare le aree off-limits. Una scopa, un cordoncino e una tavola di legno spiegano al visitatore che dovrà fare le scale a piedi. Che dire poi dell'accesso al piano interrato che ospita la sezione egizia? Completamente buio e con paramenti in cellophane che scoraggiano numerosi turisti, convinti che la sala sia chiusa. Quei pochi che invece superano i timori, vi trovano sale con neon fulminati e una finestra spalancata, proprio dove sono presenti sarcofagi e mummie. «Ma l'aria non deteriora i reperti?», si chiede una visitatrice. Peccato che in quel momento non ci sia nessun addetto in grado di rispondere al quesito. Chi si è recato al museo dopo le 14 ha trovato chiuse tre sale: Numismatica, Napoli Antica e Collezione preistorica. Mancanza di personale? No, un vero mistero, visto che «ce n'è più del solito», rispondono alle informazioni. Sempre chiuse anche le nove sale al primo piano che contengono reperti pompeiani. Dalla 66 alla 75, una fetta di patrimonio artistico negato, e cinque di quelle aperte continuano ad essere al buio per mancata sostituzione di lampadine. Pochi disservizi invece a Capodimonte, concentrati soprattutto nel parco affollatissimo e dove i cestini dei rifiuti tracimano. «Nei giorni festivi - precisano - i giardinieri non lavorano». Si pulirà questa mattina. Alla biglietteria c'è il solito cartello: Armeria e Collezione dell'Ottocento chiuse. Il soprintendente Nicola Spinosa, però, al «Mattino» aveva precisato che «come in ogni museo del mondo, basta chiedere e a Capodimonte è possibile visitare tutto». Proviamo ed è proprio così, le porte si aprono. Basta che a chiederlo non siano in troppi e il responsabile concede la visita. In giornata arriva anche una buona notizia sul problema di personale sollevato da Spinosa: Capodimonte potrà restare aperto il primo maggio, grazie ai fondi stanziati dalla Regione. E il 25 aprile continua a sorridere al soprintendente del Polo Museale anche sulle presenze. Capodimonte incassa 1400 biglietti (900 soltanto per la mostra su Salvator Rosa), San Martino 595 e Sant'Elmo, grazie al «Comicon», strappa ben 3279 biglietti. Sono 1170 le presenze all'Archeologico, 516 a Palazzo Reale e 312 al Madre.
NAPOLI - Maglia nera all'Archeologico collezioni negate e ascensori fuori uso. Finestre aperte tra i sarcofaghi e le mummie
Il Museo archeologico nazionale è chiuso a causa di lavori di pitturazione, mancanza di personale e riallestimenti. I visitatori devono fare le scale a piedi e alcuni piani sono chiusi, tra cui la sezione egizia. Alcune sale sono chiuse anche per mancanza di lampadine. A Capodimonte, invece, i disservizi sono concentrati nel parco e i cestini dei rifiuti tracimano. Tuttavia, il soprintendente Nicola Spinosa ha affermato che è possibile visitare tutto il museo, basta chiedere. La Regione ha stanziato fondi per aprire il museo il primo maggio. I musei incassano soldi grazie alle mostre e alle presenze.
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