L'Udc tenta di riportare tutti al confronto, ma tra Pdl e Governare Lucca continano le accuse Lo scontro paralizza Favilla, non più disposto a sopportare Angelini nel mirino di An e Fi, Bulckaen: «Esiste ancora la maggioranza?» LUCCA. Si parla ormai apertamente di «crisi», non più di «verifica», per la situazione che si è creata tra Pdl e Governare Lucca nella maggioranza che sostiene il sindaco Mauro Favilla. An e Forza Italia insistono nelle accuse al leader della lista civica, Piero Angelini (tra l'altro oggetto di una querela da parte di quasi tutti i consiglieri comunali del centrodestra per alcune affermazioni su vicende urbanistiche) e immediata arriva la reazione di Governare Lucca, che sollecita una verifica urgente per valutare se ci sono possibilità di porre fine alla crisi «anche di nervi, nell'alleanza che ha vinto le elezioni amministrative di Lucca solo un anno fa. Una crisi che indebolisce il sindaco Favilla e la sua amministrazione». Nella nota della lista civica, firmata da Massimo Bulckaen, si prosegue dicendo che «l'aggressione politica nei confronti di Angelini si basa su false premesse e su di una azione giudiziaria incomprensibile, che mette in atto gli stessi modi utilizzati da Fazzi nel recente passato e di cui non sentiamo la mancanza. L'alleanza che ha vinto le elezioni a Lucca nel 2007 potrebbe essere un laboratorio politico nella regione Toscana che vede il centro-destra unito a liste civiche di cui la principale è stata Governare Lucca guidata da Favilla e Angelini e capace di allargare il confine di questa alleanza a forze politiche di sinistra liberale come radicali e socialisti e ottenere un largo consenso». Bulckaen ricorda che Angelini e Favilla hanno dato vita insieme alla Lista Governare Lucca «con il pieno consenso della alleanza di centro-destra, e tutti ne siamo testimoni. Quando Dinelli afferma che Angelini sarebbe un marziano paracadutato su Governare Lucca dimostra solo il suo attuale stato confusionale e più che determinare la emarginazione politica di Angelini porta alla crisi della giunta Favilla. Il fatto è che senza la azione di Angelini e Favilla il centro-destra, dilaniato e indebolito dal contrasto tra Fazzi e Pera, mai avrebbe vinto le elezioni comunali di Lucca ed oggi la città sarebbe governata da Tagliasacchi e da una giunta di centro-sinistra in linea con le scelte della regione Toscana». Secondo Bulckaen il voto dei cittadini ha deciso l'alleanza tra le forze del centrodestra e Governare Lucca, per cui «una verifica è urgente per capire se esiste ancora questa maggioranza. Ma occorrono anche un etilometro e un buon secchio d'acqua gelida per recuperare la forza della ragione nel rispetto dei ruoli di ciascuno». A cercare di richiamare tutti alla ragione per consentire a Favilla di lavorare con serenità e attuare il programma è la direzione provinciale dell'Udc, terza componente della maggioranza in Comune. L'Udc giudica molto negative «le polemiche artificiose ed inutili all'interno della maggioranza, poiché determinano sfiducia nella cittadinanza paralizzando l'azione amministrativa del Comune». Il partito di centro richiama tutti al senso di responsabilità «assumendo posizioni serie di confronto, tese alla soluzione dei problemi sulla base del programma della coalizione e particolarmente di quelli relativi alla viabilità, come da accordi raggiunti, alla sanità definendo sollecitamente le questioni relative al nuovo ospedale, all'urbanistica per salvaguardare il territorio dalla invadente cementificazione, alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città, ad un forte impulso al settore sociale con particolare riferimento al sostegno alle famiglie con anziani e disabili non autosufficienti». L'Udc conferma quindi il pieno sostegno al sindaco «affinché possa svolgere il proprio ruolo libero dai condizionamenti a cui talvolta viene sottoposto, invitandolo nel contempo ad assumere decisioni più sollecite in attuazione del programma elettorale, che non può essere in alcun modo condizionato o ritardato dalle fibrillazioni interne alla maggioranza». In un quadro del genere, Favilla prova ancora a far stemperare gli animi e a ricucire. Ma è preoccupato per l'oggettivo stop all'azione amministrativa portato dalle diatribe interne e per niente propenso a proseguire in questa situazione per farsi cuocere a fuoco lento fino a quando qualcuno non avrà deciso che è tempo di tornare al voto. Non ci sarebbe da stupirsi se, in assenza di ravvedimenti da parte dei litiganti nella maggioranza, fosse lui a giocare d'anticipo.