ALLARME PER LE CONDIZIONI DEL MONUMENTO CHE OSPITERÀ IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI Dopo le erbacce sul tetto anche vetri rotti e carcasse di moto Comincerà lunedì la bonifica sul tetto del Palazzo Reale, invaso dalle erbacce. Per raggiungere la cima del monumento e liberarla dalla vegetazione spontanea, che con le sue radici mette a rischio copertura e intonaci, la squadra di manutenzione utilizzerà un cestello oppure i ponteggi. Poi si procederà a un esame accurato della malta: il rifacimento in cemento armato degli anni '50 e la mancanza di un restauro ha provocato l'apertura di molte «falle» dove i semi molesti si annidano con facilità. Della possibilità di un intervento radicale, comunque, si parlerà in futuro. Ora bisogna agire in emergenza: stringono i tempi per l'appuntamento politico di metà maggio, la prima riunione del consiglio dei ministri nella Sala delle Diplomazie. Guerra al cespuglio, dunque. Ma non è questo l'unico punto di crisi per l'estetica della residenza borbonica. La passeggiata nel giardino offre subito l'incontro con una fila di cassonetti di rifiuti pieni fino all'orlo (e anche oltre). Dalle nicchie sulle pareti esterne del palazzo spuntano vecchi contatori e tubature dell'acqua in disuso. Un cantiere occupa buona parte delle aiuole, svelando dai teloni rotti lo scarico piuttosto disordinato del materiale di risulta. Il cartello che indica la rampa d'accesso nelle scuderie reali, riaperte in occasione del concorso ippico in piazza del Plebiscito e ora inaccessibili per lavori in corso, è sdradicato dal suolo. La terrazza che affaccia sul Maschio Angioino? Area di parcheggio, come sempre. Con l'aggiunta di qualche rottame arrugginito a due ruote. E nemmeno il cortile che accompagna il visitatore allo scalone del museo offre un grande spettacolo: molti vetri rotti sulle porte secondarie, qualcuno riparato con lo scotch. Dulcis in fundo i servizi igienici. Nel bagno disabili mancano pezzi del soffitto, il corrimano è spezzato a metà, l'asciugatore automatico ha un buco al posto del pulsante (si spera, almeno, che sia stata disattivata la corrente) e qualcuno ha lasciato un'asse di due metri nell'angolo del locale, giusto per rendere il movimento più difficile a chi già si muove con difficoltà. Riassunto in due parole: manutenzione zero. «Centomila euro l'anno, questo è il budget - sospira l'architetto Paolo Mascilli Migliorini della soprintendenza beni ambientali e architettonici - con una cifra così bassa non ci si paga nemmeno la colf. Per tenere dignitosamente in ordine questo monumento ci vorrebbero almeno due milioni. Con le risorse assegnate a Palazzo Reale, invece, l'unica cosa che si può fare è arginare il degrado per evitare che peggiori». Una rara eccezione, resa possibile da finanzimenti straordinari della Regione, è costituita dal restauro della facciata lato Acton e dalla ricostruzione del ponte interno in ghisa abbattuto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sabato 3 maggio l'inaugurazione della struttura perduta e ritrovata.
NAPOLI - Palazzo Reale, degrado choc
Il Palazzo Reale di Napoli è stato invaso dalle erbacce e i lavori di bonifica sul tetto sono iniziati. La squadra di manutenzione utilizzerà un cestello o i ponteggi per raggiungere la cima del monumento e liberarla dalla vegetazione spontanea. Inoltre, si procederà a un esame accurato della malta e si parlerà di un intervento radicale in futuro. La passeggiata nel giardino offre subito l'incontro con cassonetti di rifiuti pieni e vecchi contatori e tubature dell'acqua in disuso. Il cantiere occupa buona parte delle aiuole e il cartello che indica la rampa d'accesso nelle scuderie reali è sdradicato dal suolo.
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