Linea dura all'Argentario, nei guai un artigiano Divieto di dimora, ma continuava a lavorare nel promontorio Non si ferma la guerra contro gli abusi edilizi nel paradiso dell'Argentario. La novità stavolta riguarda la decisione del gip di Grosseto di punire con gli arresti domiciliari il titolare di una ditta edile della zona già colpito due mesi fa dal divieto di dimora nel Comune. Il provvedimento, probabilmente il primo in Italia, è stato notificato lunedì su richiesta della Procura maremmana dopo le segnalazioni da parte dei carabinieri di Orbetello, i quali hanno accertato che l'uomo, nonostante il divieto del giudice, continuava comunque a vivere e soprattutto a lavorare all'Argentario. E peggio era impiegato come manovale all'interno di una struttura abusiva nella zona del promontorio. La stessa dove i carabinieri hanno già scoperto una cinquantina di illeciti nell'ultimo anno. La decisione del Tribunale di Grosseto è un passo ulteriore nel tentativo di fermare l'abusivismo edilizio nel promontorio dell'Argentario. In tutto sono oltre un centinaio le denunce che i carabinieri di Santo Stefano hanno presentato nell'ultimo anno nei confronti di proprietari, architetti e geometri per aver infranto le regole durante la costruzione o la ristrutturazione di ville tra Porto Ercole e Santo Stefano. Controlli a campione da parte delle autorità e le segnalazioni dei cittadini hanno fatto luce su un'illegalità diffusa che, negli ultimi trent'anni ha prodotto circa settemila domande di condono. L'artigiano che adesso dovrà restare agli arresti domiciliari a Orbetello fa parte delle diecina di persone che tra febbraio e marzo vennero raggiunte da un provvedimento del giudice. Per sette di loro scattò il divieto di dimora, un geometra venne sospeso dall'albo professionale per due mesi mentre a un costruttore venne imposto l'obbligo di firma. Dall'inizio di gennaio sono stati quattro illeciti scoperti per un valore degli immobili sequestrati di circa nove milioni di euro. Ogni volta che spunta un nuovo provvedimento per combatttere l'abusivismo ci si chiede: Perché fino a ieri tutto era concesso e non si potevano combattere certi scempi paesaggistici. Tutto parte nel 2004 quando per combattere il mattone selvaggio il Codice dei beni culturali ha penalizzato gli abusi edilizi nelle zone paesistiche vincolate trasformandoli da reati lievi a delitti puniti con la reclusione da uno a quattro anni e la possibilità per l'autorità giudiziaria di disporre misure cautelari nei confronti dei trasgressori. F. L.
GROSSETO. Ai domiciliari per abusi edilizi
Un artigiano è stato condannato a 18 mesi di arresto domiciliario per aver continuato a lavorare e a vivere all'Argentario nonostante il divieto di dimora imposto dal giudice. Il provvedimento è stato notificato dopo le segnalazioni dei carabinieri di Orbetello, che avevano accertato che l'uomo continuava a lavorare in una struttura abusiva nella zona. La decisione del Tribunale di Grosseto è un passo ulteriore nel tentativo di fermare l'abusivismo edilizio nel promontorio dell'Argentario. In tutto sono oltre un centinaio le denunce presentate dai carabinieri di Santo Stefano per aver infranto le regole durante la costruzione o la ristrutturazione di ville tra Porto Ercole e Santo Stefano.
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