LA POLEMICA. PERPLESSA ANCHE LA PRESIDENTE DEL TEATRO «GESUALDO» L'Ordine: scelta incogrua e azzardata, attendiamo spiegazioni dalla Soprintendenza Non si placa la polemica sulla rampa di accesso in stile avveniristico realizzata per garantire il collegamento tra la piazza e il pianoro del Castello. Anche l'ordine degli ingegneri boccia la scelta fatta dal Comune di Avellino e chiede l'intervento della Soprintendenza affinché spieghi ai cittadini il motivo di una scelta che poco si addice al contesto. Il giudizio del presidente, Gaetano Mirone, è critico. «È una scelta azzardata - dice - mi chiedo come mai la Soprintendenza abbia autorizzato la realizzazione di quest'opera che non si sposa affatto con il monumento. Va apprezzato lo sforzo dell'amministrazione comunale di garantire l'accesso al pianoro del Castello con una soluzione che abbatte le barriere architettoniche. Ma gli interventi, anche se hanno finalità sociali, non possono essere isolati dal contesto e, in questo caso, possiamo dire che il matrimonio non è affatto riuscito». L'ingegnere Mirone teme che con il rivestimento il danno possa essere addirittura maggiore. «Mi auguro che non si peggiorino le cose con un rivestimento poco adatto che nasconda la struttura - afferma - mi meraviglia che il progetto abbia avuto il parere positivo della Soprintendenza che solitamente è molto fiscale e restia ad autorizzare interventi che vanno a snaturare i monumenti perché non ne rispettano la storia. Non ci troviamo, infatti, di fronte a un restauro ma a un'opera aggiuntiva inadeguata al contesto. Probabilmente, la soluzione adottata era l'unica possibile ma, in questo caso, gli amministratori e la Soprintendenza farebbero bene a spiegarlo pubblicamente ai cittadini che potevano, tra l'altro, essere coinvolti nella scelta e non subire, ancora una volta, decisioni calate dall'alto». Anche la presidente del Teatro, Maria Grazia Cataldi, che in passato ha rivestito il ruolo di funzionario della Soprintendenza ai beni culturali, è perplessa. «Confesso che, inizialmente, durante la fase di montaggio, ho pensato che fosse una struttura a supporto dei lavori, una sorta di impalcatura - afferma - quando mi sono resa conto che si trattava della scala di accesso al Castello, sono rimasta stupita. Non entro nel merito della scelta tecnica, che sicuramente avrà le sue motivazioni, ma, dal punto di vista estetico e, considerata l'importanza del monumento, mi sembra che sia una struttura eccessivamente impattante che non valorizza il manufatto. Apprezzo il lavoro svolto per recuperare il monumento più antico della città ma non posso restare indifferente di fronte a un'opera che, garantendo la stessa funzione, poteva essere realizzata in modo meno artificiale perché così, sinceramente, non tutela la storia né contribuisce a conservare i valori del monumento». Più cauto il giudizio di Gerardo Melillo, presidente della I Circoscrizione. «Vorrei vedere l'opera finita prima di giudicarla - dice - certamente l'impressione non è positiva, ma si tratta solo della struttura portante. Sono sicuro, però, che con il rivestimento che sarà realizzato, l'amministrazione comunale farà sì che il collegamento sia consono al contesto».