Ancora quattro giorni per salvare il Circolo Artistico Politecnico di piazza Trieste e Trento, fondato come circolo degli artisti nel 1888 e che ha sede dal 1922 nel seicentesco palazzo del cardinal Zapata: tra i suoi soci Enrico De Nicola, Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao. Salvare la struttura di 1.700 metri quadri, che ospita tra le altre opere una collezione di quadri dei principali artisti dell'Ottocento, dal rischio di una speculazione edilizia. È l'appello lanciato dal presidente del sodalizio Adriano Gaito e dal socio - nonché presidente dell'Ente Ville Vesuviane - Arnaldo Sciarelli al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli e alle istituzioni locali. La sede del Circolo era stata messa all'asta circa due anni fa dopo l'azione giudiziaria che era stata avviata da alcuni creditori. La struttura fu assegnata per 3.410.000 euro a una società edilizia. Il grido d'allarme è stato lanciato molto tempo fa, ma le istituzioni non lo hanno raccolto. L'11 gennaio del 2007 sulle colonne del Mattino il presidente onorario del circolo, Fulvio Tessitore, scrisse un articolo dal titolo emblematico: «Giù le mani dal Circolo Artistico». Insieme con l'immobile, saranno consegnate la pinacoteca (500 quadri), la raccolta di quattromila volumi, centinaia di fotografie storiche e strumenti musicali. L'assegnazione, spiega Gaito, poteva essere bloccata se una delle istituzioni pubbliche avesse esercitato il diritto di prelazione - pareggiando l'offerta dei privati - in quanto l'immobile è sottoposto a vincolo. La società assegnataria, riferisce Gaito, «tramite il proprio avvocato Gianluca Lemmo, prima ancora di entrare in possesso dell'immobile, ha già richiesto l'eliminazione del vincolo del ministero dei Beni Culturali». L'avvocato Lemmo, contattato dal Mattino, non ha rilasciato dichiarazioni. L'ultimo appello alle istituzioni è quello di esercitare la prelazione: domenica 27 aprile è il termine per impedire la vendita. «Il Circolo viene regalato a un quarto del suo valore - scrivono Gaito e Sciarelli in una nota - Eppure il costo per la pubblica amministrazione sarebbe stato di un milione di euro: l'associazione del Circolo aveva deliberato la donazione della parte restante, compreso la pinacoteca e la raccolta libraria, all'ente pubblico che avesse esercitato il diritto di prelazione». f.j.