Non credevano ai loro occhi i lavoratori della ditta impegnata nel riattamento di piazza Tribuni, a Lacedonia. Ieri mattina, durante l'esecuzione di alcuni scavi, presso la Chiesa di Santa Maria della Cancellata, hanno ritrovato decine di scheletri ammassati. Una fossa comune, rinvenuta a meno di due metri di profondità, con molta probabilità risalente a prima del 1804, quando fu stipulato l'editto di Saint-Claud che, soprattutto per questione igieniche, obbligava la sepoltura dei morti, tutti con lapidi uguali, fuori dalle mura cittadine. La ditta incaricata dei lavori ha subito avvisato l'amministrazione comunale del ritrovamento. Il sindaco Mario Rizzi ha disposto la sospensione dei lavori e la recinzione dell'area. Immediatamente, è stata allertata la Sovrintendenza che, nei prossimi giorni, effettuerà un sopralluogo per una valutazione dei ritrovamenti e, eventualmente, un supplemento di scavi in tutta l'area. Nel frattempo, la zona, il cui accesso è stato limitato con una alta recinzione, è diventata meta di pellegrinaggio dei curiosi. I lavori, intanto, riprenderanno solo al termine delle indagini della Sovrintendenza. Le opere sono state finanziate con la misura dei Por per gli invasi spaziali per circa un milione e mezzo di euro. mi.de.
CAMPANIA - Lacedonia. Scavano per i lavori di rifacimento della piazza, ritrovano una fosse comune.
Non credevano ai loro occhi i lavoratori della ditta impegnata nel riattamento di piazza Tribuni, a Lacedonia. Ieri mattina, durante l'esecuzione di alcuni scavi, presso la Chiesa di Santa Maria della Cancellata, hanno ritrovato decine di scheletri ammassati. Una fossa comune, rinvenuta a meno di due metri di profondità, con molta probabilità risalente a prima del 1804, quando fu stipulato l'editto di Saint-Claud che, soprattutto per questione igieniche, obbligava la sepoltura dei morti, tutti con lapidi uguali, fuori dalle mura cittadine. La ditta incaricata dei lavori ha subito avvisato l'amministrazione comunale del ritrovamento. Il sindaco Mario Rizzi ha disposto la sospensione dei lavori e la recinzione dell'area. Immediatamente, è stata allertata la Sovrintendenza che, nei prossimi giorni, effettuerà un sopralluogo per una valutazione dei ritrovamenti e, eventualmente, un supplemento di scavi in tutta l'area. Nel frattempo, la zona, il cui accesso è stato limitato con una alta recinzione, è diventata meta di pellegrinaggio dei curiosi. I lavori, intanto, riprenderanno solo al termine delle indagini della Sovrintendenza. Le opere sono state finanziate con la misura dei Por per gli invasi spaziali per circa un milione e mezzo di euro. mi.de.
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