Alla scoperta degli antichi mestieri. PONTASSERCHIO. L'artigianato artistico è presente all'Agrifiera che ha aperto ieri i battenti. I saluti di benvenuto e il taglio del nastro con l'intervento di autorità locali (in primis il sindaco Paolo Panattoni e il vicesindaco Pierluigi Chelossi), provinciali (il vicepresidente Giacomo Sanavio) e regionali (anche l'assessore al turismo Paolo Cocchi). In un pomeriggio non dimenticato dal sole la grande kermesse ha preso il via. Suggestiva, come sempre e più di sempre, la cornice festosa. Tra i tanti eventi in calendario figura l'artigianato artistico, che è una chicca. La considerazione speciale riguarda questo tipo di attività che si perde indietro nei secoli. Un gruppo di artigiani, legati al lavoro e dagli stessi intenti, durante gli otto giorni della manifestazione, da vita ad esposizioni e manufatti e dimostrazioni pratiche. Il coordinatore del gruppo, Federico Recchia, tra i più giovani, è un seggiolaio di origine venete trasferitosi nella Maremma toscana da diversi anni. Riguardo alle fiere dell'artigiano si lamenta un po' dovunque la perdita che sembra inesorabile dei valori che lo permeano vale a dire la qualità dei materiali, della manifattura e della passione profusa in ogni gesto e oggetto creato. Tutti elementi sacrificati oggi al mercato consumista, dell'economicità del prodotto industriale il quale si deteriora con la stessa velocità con cui viene realizzato. «Una categoria in via di estinzione quella legata a questo tipo di artigianato se non arriveranno - spiega il Recchia - interventi importanti del settore come coinvolgimento dei giovanissimi ad una cultura che può diventare alternativa: quella della qualità, della dedizione, della pazienza e del ritorno ai valori autentici del lavoro». All'Agrifiera si fa apprezzare l'impagliatrice, made in Veneto, dove è nata la migliore lavorazione dei legni e della pietra; poi ci sono i lattonieri, lo scarpellino che offriranno una esperienza di spessore anche pedagogico. Mestieri di origini vecchie anzi antiche che si tramandano da generazioni e hanno una storia fatta di spostamenti, serietà, quotidianità, autenticità. Un tempo i loro antesignani si dedicavano alla costruzione di oggetti utili alla vita di ogni giorno, oggi pochi continuatori di quella tradizione, rispondendo ad esigenze di mercato diverse, creano articoli d'arte, per la ricercatezza e soprattutto la rarità dei materiali, della lavorazione e dei contenuti che gli rendono tali. Con loro anche Valentina Boschi, una giovane artigiana di Asciano la quale sarà presente con lavori di doratura e restauro di cornici invecchiate. Martedì 29 aprile avranno luogo incontri sul valore storico paesaggistico del monte pisano e di quello archeologico dello scavo di monte Castellare. Nella stessa giornata i convegni sull'agricoltura delle aree protette mentre nella mattinanta di mercoledì 30 si parlerà in due diversi incontri di sostenibilità ambientale e sociale oltre che del progetto in Mauritiana nel sostegno alla gestione della risorsa idrica e la ristrutturazione di una classe scolastica. Ancora il tema della sostenibilità discusso nel convegno "Il turismo sostenibile diventa progetto" con l'intervento del sindaco Paolo Panattoni, di personalità del mondo universitario locale e nazionale, del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Il 1 maggio rappresentazione del museo multimediale della Npil Montecastellare - Valle delle fonti chiuderà gli eventi con il progetto per un'esperienza approfondita delle aree protette del monte pisano supportata da strumenti informatici d'avanguardia. Da rilevare che sul tema dell'ambiente il Comune di San Giuliano, durante i giorni dell'Agrifiera, ha promosso uno sportello energia in collaborazione con la Federconsumatori di Pisa.