II «Isolato, stonato e in castigo». Si parla di Giuseppe Verdi, non in quanto musicista bensì del monumento a lui dedicato in piazzale della Pace, nella breve ma intensa commissione Cultura di ieri presieduta da Matteo Agoletti. Tutti daccordo su ununica e drastica soluzione: «Spostarlo». Dove? Le proposte sono arrivate a pioggia: Parco Ducale, Area Efsa di viale Piacenza e zona stazione, «mase proprio non sivuole spostare - interviene Mario Variati, Per Parma con Ubaldi- si può dislocare più verso via Garibaldi». Ridare quindi una collocazione maggiormente degna al monumento dedicato al Cigno di Busseto, «nellottica del bicentenario della nascita che cadrà nel 2013 e nellambito delle riqualificazioni delle aree cittadine - sottolinea Agoletti - recuperando magari anche le nove statue presenti a Roccabianca». Ma ieri non si è parlato solo di Verdi, ma anche di una proposta di delibera che andrà in discussione nel prossimo consiglio comunale sulla candidatura di Parma a «capitale europeaperla cultura per lanno 2019»; città che per un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e sviluppo culturale. Una proposta firmata da Agoletti e Stefano Bianchi che hatrovato lappoggio della minoranza, rappresentata da Natalia Borri. I due consiglieri di «Per Parma con Ubaldi» si sono ben informati sulla vicenda e hanno constatato che Parma può e deve diventare tra undici anni la «capitale europea della cultura». Lanciata il 13 giugno 1985 come «città europea della cultura» dal consiglio dei ministri su iniziativa di Melina Mercouri, liniziativa ha sempre avuto molto successo tra i cittadini europei e un crescente impatto culturale e socio-economico su visitatori che ha attratto. Nel 1999 diventa «capitale» e fino al 2004 le città sono designate su basi intergovernative per cui gli Stati membri selezionavano allunanimità le capitali più adatte ad ospitare levento e la commissione europea garantiva un sussidio. Dallanno successivo le istituzioni europee partecipano alla procedura di selezione e per le capitali del periodo 2005-2019 viene introdotta una nuova procedura dal Parlamento europeo e dal consiglio per cui ogni membro dellUe avrà lopportunità di ospitare a turno la capitale e richiedere il sostegno finanziario a titolo del programma Cultura. Le somme corrisposte sono destinate a finanziare mostre, eventi, manifestazioni, concerti e spettacoli a cui partecipano operatori e artisti dellUnione Europea. «I12019 è lanno riservato alla candidatura italiana spiega Bianchi -. Le capitali possono anche essere due e noi crediamo che la nostra città abbia i numeri per riuscire a diventarlo. Basti pensare alla musica con Verdi, Toscanini, Paganini seppur adottato, il Teatro Regio, oppure allarte con mostre del calibro di Parmigianino e Correggio, senza dimenticare le infrastrutture che entro il 2019 possono contornare il sistema come laeroporto, la metropolitana e lUniversità». Insomma, Parma pare avere le carte in regola e diversi assi nella manica per vincere la partita, al fine di sensibilizzare lEuropa alla musica lirica e alla tradizione parmigiana del teatro, approfondire i temi artistici, pittorici e della scultura della città come protagonista del passato, ed esaltare la cultura del cibo. «Vorremmo impegnare fin da ora la Giunta affinché si attivi per andare in questa direzione afferma Agoletti - non dimenticando che tutto avrà una ricaduta economica e culturale non indifferente. Certo - aggiunge occorre un progetto serio ma abbiamo ancora tempo per lavorare e mettere in sinergia gli enti, creando un sistema-Parma».
PARMA - Il monumento a Verdi verrà spostato
Ieri la commissione Cultura presieduta da Matteo Agoletti ha discusso della candidatura di Parma a capitale europeaperla cultura nel 2019. La proposta è stata firmata da Agoletti e Stefano Bianchi e ha lappoggio della minoranza. I due consiglieri di Per Parma con Ubaldi hanno constatato che Parma può e deve diventare la capitale europea della cultura. La città ha una ricca storia culturale, con artisti come Verdi, Toscanini e Paganini, e infrastrutture come il Teatro Regio e lUniversità.
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