MUSEI chiusi il Primo Maggio, ancora polemiche. Dopo le affermazioni di martedì scorso della soprintendente al Polo museale di Firenze, Cristina Acidini, che questanno per il primo maggio «in mancanza di accordo nazionale specifico, le Rsu e le Organizzazioni Sindacali locali non hanno concordato tale apertura straordinaria, per consentire al personale di osservare la Festa del Lavoro», e le smentite da parte del sindacato autonomo Confsal-Unsa Beni Culturali, oltre alle precisazioni del Segretario generale del MiBac Proietti, ieri è inrevenuto il direttore generale al personale, Bruno De Santis, che con una Circolare (la numero 90 del 23 aprile 2008) «invita i direttori regionali, i soprintendenti ai poli museali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli e tutti i direttori degli Istituti centrali e periferici dei ministero a intraprendere ogni utile iniziativa volta volta a garantire lapertura dei luoghi espositivi aperti al pubblico nei giorni del 25 aprile e del primo maggio». «Per noi - il commento di Learco Nencetti della Consal-Unsa Beni Culturali - questa circolare è superflua, nonostante faccia chiarezza, perché era già chiaro che laccordo nazionale cera, come pure i mezzi finanziari per pagare il personale, su base volontaria, occorrente per tenere aperto almeno il Giardino di Boboli e le Ville medicee; come del resto è successo negli ultimi anni». «E mancata solo la volontà propositiva da parte della soprintendente - prosegue il sindacalista - di offrire la possibilità di stare aperti nellinteresse della città, e non solo. Comunque, dopo le smentite arrivate anche da Roma ora vediamo cosa vuole proporci la dottoressa Acidini. Senzaltro, non ci negheremo. Ben venga lapertura del Giardino di Boboli e le Ville medicee per il Primo Maggio!». E- R0M Visitatori in coda allingresso del giardino [.]