Al via la maxi Soprintendenza unificata: avrà autonomia finanziaria. Coordinerà le attività di una delle aree archeologiche più importanti ed estese dItalia, con unampia autonomia operativa e finanziaria, il superente nato il primo aprile dalla fusione delle Soprintendenze di Pompei e Napoli. Il nuovo organismo, costituito nellambito di un progetto di riordino varato dal ministero dei Beni Culturali, sarà guidato da Pietro Giovanni Guzzo, già Soprintendente di Pompei dal 1994, al quale gli addetti ai lavori chiedono soprattutto risposte certe sullutilizzo dei fondi. La riunificazione del patrimonio archeologico dei due centri campani - esteso su un territorio che va dalle falde del- Vesuvio Accorpamento previsto dalla Finanziaria 2007 per realizzare risparmi sulla spesa delle attività gestionali di supporto allantica Cuma, nella zona flegrea, passando perle testimonianze della Napoli greco-romana nasce dallesigenza di realizzare i risparmi di spesa imposti dalla legge finanziaria 2007. Si legge neiregolamento del ministero che si punta «ad assicurare la maggiore eficienzagestionale delle funzioni di supporto (organizzazione e gestione delle risorse umane, sistemi informativi, bilancio e controllo sulla spesa)» . Al nuovo ente, si aggiunge, «sarà riconosciuto uno speciale regime di autonomia scientifica e gestionale». La stessa forma di "indipendenza" sperimentata per il sito di Pompei, separato amministrativamente dal capoluogo nel 1982 con lobiettivo - per alcuni noncentrato - di sfruttare appieno le sue potenzialità turistico-culturali. Insieme agli scavi di Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale, Pompei ha fatto registrare nel 2007 la presenza di quasi 3 milioni di turisti, con un incasso di 23 milioni. Lautonomia gestionale ha inoltre consentito alla Soprintendenza di avvalersi del sostegno dei privati. Gli accordi stretti nellultimo decennio conla Compagnia di San Paolo, con listituto americano Packard Humanities e con la fondazione Restoring Ancient Stabiae (Ras), hanno consentito di finanziare nuove campagne di scavi con il coinvolgimento dei privati in attività scientifiche e promozionali. La Soprintendenza ha inoltre dato in concessione a imprese esterne (legge 493) i servizi di guida e assistenza didattica per i visitatori degli scavi, il servizio di ristorazione, le biglietterie e la gestione dei book shop: esperienze che hanno portato maggiori introiti e che si pensa di estendere al nuovo ente. «La principale novità dallunificazione - dichiara Guzzo - è rappresentata dal fatto che tutte le antichità che sitrovano lungo il Golfo di Napoli sono tutelate da un unico ufficio. Alla proposta di organizzazione stiamo lavorando». Nonostante la fiducia del Soprintendente, il nuovo assetto organizzativo voluto dallex ministro Francesco Rutelli, non convice tutti. Tsao Cevoli, presidente dellAssociazione nazionale archeologi, chiede che venga reso noto il piano di investimento delle somme incassate in questi anni dalla Soprintendenza di Pompei (si parla. di un "tesoretto" di circa 50 milioni inutilizzati). «Va bene se quei soldi saranno destinati alla valorizzazione dei siti - aggiunge Cevoli. Va male, se serviranno a finanziare fiction televisive». I sindacati, poi, temono che laccorpamento possa generare un carrozzone con L5oo dipendenti, 24 siti archeologici e 12 musei E denunciano lesistenza didieci case chiuse di Pompei da restituire alla fruibilità. Per Guzzo le dimensioni del territorio non sono un ostacolo, visto che il maggior numero delle Soprintendenze archeologiche ricopre unintera regione: «Basterà pensare alla Calabria o alla Puglia per vedere che la "quantità" dei Beni da tutelare non è un problema se le risosrse a disposizione sono congrue. Per quanto ci compete, stiamo lavorando a un bilancio di previsione per il 2008, che terrà conto dello stato di cassa attuale».
CAMPANIA - Un ente per Napoli e Pompei
La maxi Soprintendenza unificata per Pompei e Napoli è stata lanciata, con Pietro Giovanni Guzzo come superintendente. L'ente avrà autonomia finanziaria e operativa, e coordinerà le attività di una delle aree archeologiche più importanti ed estese d'Italia. La riunificazione del patrimonio archeologico dei due centri campani è stata prevista dalla legge finanziaria 2007 per realizzare risparmi sulla spesa delle attività gestionali. Il nuovo ente avrà uno speciale regime di autonomia scientifica e gestionale, e sarà guidato da Guzzo. La stessa forma di "indipendenza" è stata sperimentata per il sito di Pompei, separato amministrativamente dal capoluogo nel 1982.
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