Furti di ostie consacrate e oli santi, razzie di arredi sacri, sfregi ad altari e opere darte, saccheggi in sacrestie e canoniche. E allarme vandali nelle chiese della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Le irruzioni nei luoghi di culto sparsi per le colline di un angolo di Toscana hanno assunto dimensioni preoccupanti. Fino a spingere la diocesi guidata dal vescovo Gualtiero Bassetti a prendere carta e penna e a lanciare una sorta di vero e proprio Sos. «Le violazioni delle chiese si sono intensificate - si legge nella nota - e sono diventate sempre più diffuse in numerose zone». Basta scorrere la lista delle «offensive contro il sacro» avvenute nelle ultime settimane: si va dalla periferia di Arezzo al confine con lUmbria. La cronaca degli assalti è da bollino rosso. A pochi chilometri dal capoluogo, la piccola chiesa di Mezzastrada è stata danneggiata in modo consistente. A Badia di San Veriano, nellhinterland di Arezzo, sono state trafugate le suppellettili sacre ed è stata spogliata di ogni oggetto la canonica che ospita una casa-vacanze. Nella chiesa di Santa Maria alla Rassinata, sempre nel territorio di Arezzo, si sono registrati due raid a distanza di ventiquattro ore luno dallaltro: nel primo è stata messa a soqquadro la chiesa, sono state gettate sul pavimento e calpestate le particole, e sono stati rubati gli oli santi. A Montecchio, nel Cortonese, la chiesa del paese è stata devastata ed è stata profanata lEucaristia. Stessa sorte per la pieve di SantEusebio, che dista una decina di chilometri. «La violazione di una chiesa è unoffesa allintera comunità cristiana», fa sapere la diocesi che parla di «profondo dolore per gli attacchi sacrileghi che si ripetono con allarmante frequenza» e denuncia «la brutalità di questi episodi». Ciò che balza agli occhi - si legge ancora- «è il sentito disprezzo verso tutto ciò che ha un valore di sacro e che rappresenta le radici cristiane di una terra ricca di spiritualità. La volontà di oltraggiare e di impossessarsi di beni dallelevato valore simbolico, oltre che artistico, emerge non solo dalla ripetitività delle azioni a cui si assiste, ma anche dalla violenza che si nasconde dietro a questi atti». Soprattutto se si guarda alla profanazione dellEucaristia, che comporta la «scomunica con effetto immediato», tiene a precisare la diocesi. Da qui lappello: «E urgente porre un argine a questo scempio». Due gli interlocutori che vengono invitati a mobilitarsi: le comunità parrocchiali e le istituzioni. Ai sacerdoti e ai fedeli è chiesto di «fare tutto il possibile per mettere in sicurezza le chiese», garantendo anche una vigilanza capillare. Ma si sollecitano anche le forze dellordine e gli amministratori locali a «usare ogni mezzo per tutelare un patrimonio che non ha soltanto un interesse religioso ma costituisce anche una ricchezza storico-artistica per lintera comunità». Infine un invito agli appassionati di antiquariato: «E opportuno tenersi lontani da qualsiasi forma di commercio di oggetti sacri che si ha il sospetto provengano da furto». Lo ripetono anche due parroci delle chiese attaccate. «Va tenuto docchio il mercato dellantiquariato in una provincia come la nostra che è un crocevia di oggetti sacri», spiega don Mario Marchinu che fa servizio alla Rassinata. E don Benito Testerini, a cui è stata affidata la Badia di San Veriano, avverte: «Attenzione a ciò che si acquista». E lancia la sua ricetta: «Ci vorrebbero famiglie disposte a diventare custodi delle nostre chiese».