I beni dell'Unesco: come utilizzarli Per procedere ad un attento esame dei piano di tutela arriva in città pure Ray Bodin Un protocollo di intesa tra tutti i soggetti pubblici e privati che risiedono nel perimetro Unesco, l'adozione del piano particolareggiato e dei piani di recupero dei centri storici per delineare anche le strategie di recupero e la riqualificazione dell'ambiente "storico" anche attraverso demolizioni e ripristini del contesto architettonico storico: queste sono le linee guida sulle quali si muove il preliminare del «Piano di gestione» che l'assessore ai Centri storici, Giorgio Chessari intende elaborare per la tutela e la salvaguardia dei beni monumentali iscritti nella lista dei Benni dell'Umanità. Di questo si discuterà mercoledì prossimo, alla Sala Falcone Borsellino di Ibla, in un incontro, organizzato dal Comune, alla presenza dell'ispettore dell 'Unesco. Ray Bondin, così si chiama l'ispeitore, è a Ragusa per discutere proprio del «pian o di gestione» dei beni monumentali con il «bollino» Unesco. «Le linee che ho inteso indicare - dichiara l'assessore Chessari per lo sviluppo del "Piano" sono degli spunti: Ragusa è un patrimonio dell'Umanità ma prima di tutto è un patrimonio di tutti i ragusani e la comunità deve prenderne coscienza ed assumersene le responsabilità. Il "Piano" dovrà poi nascere - sottolinea Chessari - dalla partecipazione democratica di tutti, dagli enti coinvolti agli ordini professionali, ai cittadini anche attraverso l'adozione dei monumenti da parte dei club service, delle associazioni culturali anche per contrastare azioni gli atti vandalici. Naturalmente ci sarà bisogno dell'apporto di tutti, dalla Soprintendenza al Genio Civile, nessuno escluso». Per l'iscrizione nella lista Unesco dei beni da tutelare, le città del Tardo Barocco della Val di Noto, Ragusa compresa, sono state scelte con 5 criteri giustificativi: la testimonianza del genio esuberante dell 'arte e dell 'architettura tardo barocca, la rappresentatività del culmine e della fioritura finale di quest'arte in Europa, l'eccezionale qualità ed omogeneità cronologica come risultato del terremoto del 1693 e per ultimo, il fatto che la zona sia costantemente a rischio di terremoti e di eruzioni dell'Etna. Quello che ha in mente l'assessore ai Centri Storici è un piano comunale che affonda le sue radici nelle considerazioni che riguardano l'intero comprensorio delle «Città tardo barocche del Val Di Noto» espresse nel documento generale di gestione predisposto dall'Unesco: le operazioni riguardanti la manutenzione, il restauro ed il consolidamento finalizzato alla conservazione del patrimonio monumentale realizzate fino ad oggi non possono considerarsi sufficienti. E questo è il punto di partenza.