I ricercatori di Ante Quem impegnati dallo scavo alla divulgazione "Ci occupiamo di tutte le operazioni a servizio di enti, istituzioni culturali e privati" SI sono inventati un nuovo ruolo per la figura dellarcheologo andando oltre alle mansioni tradizionali di che studia sui libri o sul campo cercando negli scavi tracce di civiltà passate invisibili ad occhi profani. Sei ricercatori, usciti dallUniversità di Bologna con una specializzazione in archeologia o il titolo di dottore di ricerca, hanno dato vita allo studio Ante Quem, in via Ranzani 13, per offrire servizi a tutto campo a enti ed istituzioni culturali ma anche a privati. Lidea è quella di occuparsi di tutte le operazioni, in tutti i dettagli, che si susseguono dallapertura di uno scavo fino alleventuale pubblicazione dei risultati e la presentazione dei reperti. Che per un privato si traduce nellaffidare a mani esperte tutte le prassi burocratiche di relazione con le Soprintendenze e con gli organi di controllo, e alla fine poter mettere a disposizione del pubblico nuove conoscenze. Mentre per gli organi istituzionali, sempre oberati di lavoro, esternare operazioni che rischierebbero di arenarsi. I soci oggi sono Claudio Calastri, Marco Destro, Federica Fiori, Valentina Gabusi, Enrico Giorgi, Flavia Ippolito, bolognesi, tutti tra i 30 e i 35 anni, ma il team si modifica a seconda delle esigenze. «Lo studio, che è diventato società cooperativa, è impegnato principalmente in tre settori: mostre e musei, scavi archeologici e didattica - spiega Marco Destro - . Con lidea di offrire un pacchetto completo che riduca i costi e la complessità dellimpresa». Necessità in un campo che spesso è vincolato al bilancio di enti pubblici, sempre scarsi di risorse. «Questo è certo un ostacolo, ma la nostra è una scommessa che fino ad oggi ha trovato anche conferme positive. Larcheologia continua ad essere qualche cosa che attira e che va di moda, ha un grande successo. Ma bisogna lavorare ancora molto a livello di divulgazione, soprattutto per i ragazzi, con prodotti semplici che non annoino ma che siano validi scientificamente». Proprio per i più piccoli lo scorso anno è uscita la guida per ragazzi al Museo archeologico del territorio di Suasa, in San Lorenzo in Campo, dal titolo «Alla scoperta della valle del Cesano», con disegni di Giorgio Giorgi e testi di Erika Vecchietti. Per un pubblico più cresciuto invece Ante Quem ha pubblicato il libro «A tavola con gli antichi», a cura di Federica Guidi, da un ciclo di conferenze a Ravenna. E ancora la guida «Marzabotto una città etrusca», a cura di Elisabetta Govi. «I ragazzi sono affascinati dalle storie antiche, anche se spesso si calca troppo la mano sullaspetto misterioso e fantastico - aggiunge ancora Destro - . Per questo il ruolo della divulgazione è fondamentale, e la figura dello studioso puro, che non ha voglia di dare al prossimo, appartiene al passato». Dalla tradizione invece gli archeologi di Ante Quem hanno mantenuto lattività sul campo. Chiusi oramai gli scavi su viale Aldini a Bologna, sono operativi ora a Modena, a Calderino, a Savignano sul Rubicone, nelle Marche e in Lombardia.