La polemica Musei chiusi a Firenze il 1 maggio. Nessun custode sarà operativo nel giorno della Festa del lavoro, nonostante linvito rivolto dal direttore generale al personale del ministero per i Beni culturali Bruno De Santis che ha tentato in extremis di tenere aperte le porte per i visitatori. In una circolare mandata ai soprintendenti ai poli museali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli e a tutti i direttori degli istituti centrali e periferici del ministero, De Santis aveva chiesto «di mettere in campo ogni iniziativa utile per garantire lapertura al pubblico». Cristina Acidini, soprintendente al polo museale fiorentino, ha riunito la Rsu e tutte le sigle sindacali locali per capire se esistesse la disponibilità a coprire il turno festivo da parte del personale: «La risposta è stata univoca», spiega. «Il 1 maggio è una ricorrenza che i lavoratori sentono in modo particolare e tengono molto ad osservare. Non ci sono volontari, neppure quei pochi che lo scorso anno riuscirono a tenere aperti Boboli e le Ville medicee, come previsto dallaccordo nazionale che venne fatto allora». Learco Nencetti della Consal-Unsa Beni Culturali sostiene che la circolare di De Santis sia addirittura «superflua», proprio perché esisteva già unintesa a livello nazionale «come pure i mezzi finanziari per pagare il personale occorrente per tenere aperti i musei. Nessuno vuole negare al personale di osservare la Festa del Lavoro ma è un fatto che questanno sarà tutto chiuso: i turisti sapranno chi ringraziare». Resteranno quindi chiusi i musei statali e quelli comunali, tradizionalmente inattivi il 1 maggio. E il 2 maggio non funzioneranno gli uffici comunali del Patrimonio di via Baracca 150P e di viuzzo delle Calvane 3.