La nota positiva: si lavora agli scavi dello stadio di Antonino Pio Un restauro da 3,5 milioni Pozzuoli. I Campi Flegrei potrebbero e dovrebbero vivere di turismo. Invece sopravvivono tra mille problemi. E il turismo sembra un lontano ricordo. Del resto il Rione Terra è chiuso da più di un mese, impossibile visitare i percorsi archeologici sotterranei. L'Anfiteatro è invece godibile. Attenti però a non andarci dopo la pioggia perché i sotterranei si allagano con facilità. Si riempiono di fango e sono impraticabili sino a quando vengono ripuliti (o si asciuga). Insomma, si vive in perenne emergenza. E poi non esistono guide. Non c'è una persona che spieghi niente del terzo (per grandezza, dopo Colosseo e quello di Santa Maria Capua Vetere) anfiteatro romano d'Italia. Del resto una guida avrebbe anche imbarazzo a dire cosa ci fanno all'ingresso decine di colonne e capitelli messi alla rinfusa nelle più disparate posizioni, usati spesso e volentieri come sedie, dai turisti ma anche dagli stessi dipendenti, magari per fumare una sigaretta. «Ma le guide non ci sono neanche a Cuma» ci si giustifica alla biglietteria, dove si spiega che le colonne all'ingresso sono tutti reperti rinvenuti nei vari punti di Pozzuoli. Bisogna arrangiarsi con i cartelli, in italiano e inglese. E sono tanti i turisti che protestano. Arriva maggio, il mese turistico per eccellenza, dedicato alle visite all'immenso patrimonio artistico italiano. Pozzuoli si fa trovare impreparata. Un altro esempio? A giugno scorso sono partiti i lavori per realizzare una pista ciclabile e un percorso pedonale intorno al lago d'Averno. Specchio d'acqua per il quale parlano duemila anni di storia, cantato da Omero e Virgilio. «Un puzzo così intenso si diffondeva alle volte superiori sprigionandosi dalla oscura bocca» scriveva il poeta mantovano nel sesto libro dell'Eneide riferendosi a una grotta considerata l'ingresso degli inferi. Adesso c'è una molto più prosaica puzza, un bagno chimico proprio davanti al Tempio di Apollo, i resti di un edificio termale visibile da tutto il lago. Accanto al bagno una casupola per attrezzi: lamiere e opera laterizia, un bel binomio. Fanno sapere gli operai che smantellato il cantiere bagno e capanno andranno via. Per intanto fuggono i turisti, pochi, che fanno finta di non vedere la schiuma sull'acqua, portata da qualche scarico illegale nel lago. Per non parlare del vicino Lucrino, la cui foce è ostruita e si ridimensiona sempre più. Però Pozzuoli riserva sempre sorprese. E scavi. Si lavora da mesi allo stadio di Antonino Pio, in cui si svolgevano gli Eusebiea, giochi atletici e musicali voluti dall'imperatore Antonino Pio per onorare la memoria del padre Adriano. Un intervento di restauro da 3,5 milioni di euro, finanziato nell'ambito del progetto integrato Campi Flegrei. «Entro pochi mesi renderemo visitabile un altro sito dell'enorme patrimonio archeologico che conserva la zona flegrea», spiegò nel febbraio di due anni fa la responsabile della soprintendenza. Sono rimaste poche centinaia di metri di spalti e gli ambulacri. Ma sono off limits per il pubblico, tranne che per qualche visita speciale (da via Luciano, alle spalle dello stadio, gli scavi però sono abbastanza visibili). E i lavori, secondo il cronoprogramma, si sarebbero dovuti concludere a dicembre 2007, quattro mesi fa. «Conosciamo i problemi - spiega l'assessore regionale al turismo Claudio Velardi - purtroppo la gestione dei monumenti, come ad esempio l'Anfiteatro, è affidata allo Stato, inteso come beni culturali. E lo Stato non stanzia soldi, per cui ci sono grosse carenze di personale. Qualche volta la Regione nel passato ha supplito, però serve un cambio di passo da Roma». Palazzo Santa Lucia ora si impegnerà «in una progettazione comunicativa per i Campi Flegrei. Stiamo finanziando realtà importanti, come i percorsi del Parco dei Campi Flegrei. L'intenzione è di creare un turismo diversificato, anche di qualità. Naturalmente le cose devono funzionare».
CAMPANIA - POZZUOLI: si lavora agli scavi dello stadio di Antonino Pio
In Pozzuoli, la città dei Campi Flegrei, si lavora agli scavi dello stadio di Antonino Pio, un intervento di restauro da 3,5 milioni di euro. L'Anfiteatro è visitabile, ma i sotterranei si allagano facilmente dopo la pioggia. Non esistono guide per spiegare la storia dell'anfiteatro, e i turisti devono arrangiarsi con cartelli. Altri problemi sono presenti nel lago d'Averno, dove si diffonde una puzza intenso e ci sono scarichi illegali. I lavori per realizzare una pista ciclabile e un percorso pedonale intorno al lago sono stati fermati.
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