A rischio a Castel Gandolfo l'apertura estiva degli stabilimenti in riva al lago. Parte degli arenili - dove sono state realizzate opere non autorizzate: pontili, chioschi e ampliamento dei locali - sono stati infatti posti sotto sequestro, su richiesta della Procura di Velletri, dal Parco dei Castelli Romani e non potranno essere utilizzati. «La situazione è grave - afferma Romeo Andreuzzi, presidente del Consorzio operatori balneari - e mette a rischio il lavoro di una ventina di esercenti. Ora siamo in attesa di un incontro con il sindaco di Castel Gandolfo, i rappresentanti del Parco e la Regione per tentare di sbloccare la situazione». La stagione balneare è ormai alle porte ma certamente il 1 maggio, tradizionale data di apertura degli arenili, gli stabilimenti rimarranno chiusi e potrebbero restarlo tutta l'estate. «Siamo disponibili -spiega il sindaco Maurizio Colacchi - a cercare soluzioni. Ho proposto per il 6 maggio un incontro con il Parco e la Regione per verificare la volontà politica di quest'ultima a rilasciare le concessioni per le spiagge. Solo in caso affermativo si potrà studiare il da farsi». Il Comune ha da tempo predisposto un Piano di utilizzo dell'arenile (Pua) che potrebbe fissare punti fermi e dare regole agli operatori, ma il documento è ancora al vaglio della Regione.«L'obiettivo dei sequestri operati - spiega Roberto Sinibaldi, direttore del Parco dei Castelli - è il ripristino della legalità sulle spiagge demaniali del lago, noi siamo disponibili a trovare soluzioni ma le regole vanno rispettate». Gli operatori del lago comunque non ci stanno ad essere considerati abusivi. «Abbiamo tutti - afferma Daniele Carducci, presidente del Consorzio operatori del lago che raccoglie per lo più ristoratori - attività presenti sul territorio da anni, siamo in possesso di licenze e concessioni di cui abbiamo chiesto ripetutamente il rinnovo alla Regione che, però, non ci ha mai risposto, la situazione è molto confusa ma siamo pronti a collaborare».Gli stabilimenti del lungolago, affermano i gestori, offrono un servizio importante a chi frequenta le spiagge fornendo ombrelloni, lettini, bagni e tenendo pulite le spiagge e le acque. «La nostra proposta - spiega Luca, gestore dello stabilimento "Le Palme"- visto l'arrivo dell'estate, è quella di congelare la situazione, permettere l'apertura degli stabilimenti e rinviare la soluzione del problema a fine settembre». Ma le spiagge sequestrate sono inaccessibili fino a quando non ci sarà un provvedimento di dissequestro. Sono gli operatori - prosegue Roberto Sinibaldi - che devono chiedere il dissequestro degli arenili, il Parco deve far osservare le regole». Regolamentare l'afflusso al bacino lacustre è l'ipotesi che propone Franco Medici, consigliere del Parco e membro di Italia Nostra. «Per il lago - afferma- Medici - occorre il numero chiuso come nelle valli alpine»