Pisa ha un nuovo soprintendente per i Beni culturali: Giovanni Bulian che prende il posto dell'architetto Guglielmo Malchiodi. Il nuovo soprintendente, friulano ma romano d'adozione, porta con sé una vasta esperienza nel campo museale e del restauro grazie anche alla sua partecipazione attiva al restauro delle Terme di Diocleziano maturata dagli anni ottanta fino al Giubileo, al restauro del Collegio Massimo a Roma e della facciata del Duomo a Siena. «In questi primi giorni di permanenza a Pisa - ha detto l'architetto Bulian - voglio orientarmi. Ho qualche idea circa il Laboratorio del paesaggio di Calci che vorrei sviluppare così come ho fatto a Siena, dove sono stato soprintendente. Se ce ne saranno le possibilità mi piacerebbe fare una Casa dell'architettura come a Siena e a Roma, un organismo che faccia da ponte fra il mondo professionale dell'architettura e la realtà del paesaggio, in modo da permettere un percorso comune. Pisa è una città ricca di monumenti e musei, con un territorio vasto difficile, ma da valorizzare». L' architetto Malchiodi lascia Pisa per l'Umbria. «Mi dispiace andare via - ha confessato l'ex soprintendente -. Questa città mi ha dato tanto e ho trovato molta collaborazione da parte del personale, delle istituzioni e dei cittadini. Lascio da terminare gli Uffizi pisani e il campanile di San Piero a Grado. Vorrei poter mantenere un incarico di responsabilità per la realizzazione degli Uffizi e per questo ho chiesto di poter restare altri due anni dopo la pensione. Credo che - ha detto ancora il dottor Malchiodi - sia necessario riconsiderare, nei suoi rapporti con la città, il museo di San Matteo. Ci sono ancora tante cose da fare a Pisa. Il museo del mare, ad esempio, non verrà realizzato tanto presto: ci vogliono più soldi, ci vuole tempo. In questa città non c'è solo la Torre che la soprintendenza, in realtà, non ha mai gestito, ma ci sono tanti luoghi di pregio che aspettano solo di essere scoperti ed ammirati. Io me ne vado da Pisa con dispiacere, ma so di lasciare questa città in mani più che valide e posso dire al mio successore di non dare retta a quello che dicono i fiorentini dei pisani, perché la gente, qui, lavora con grande impegno e passione. Spero che Bulian trovi la stessa collaborazione che ho avuto io in questi anni». V.V.