Il consigliere lamenta che l'amministrazione non abbia dato seguito all'idea di sfruttare lo studio Novo Rondina chiede di iniziare a realizzare pannelli illustrativi sul territorio Che fine abbia fatto quel progetto da lui sponsorizzato e denominato "Indicazione dei percorsi archeologici", fatto proprio dalla giunta adriese in sede di emendamenti al bilancio di previsione due anni fa, se lo è chiesto più volte l'azzurro Aldo Rondina. L'ultima giovedì sera in consiglio comunale. «L'emendamento proponeva l'acquisizione da parte del Comune della documentazione elaborata da Raffaella Novo. Una documentazione inserita nella sua tesi di laurea in architettura, conseguita all'università di Venezia, con la guida di Maurizio Schembri e dell'archeologo Italo Bettinardi. Gli accordi erano che il Comune, a fronte di un esborso di circa 1.300 euro, avrebbe avuto in cambio la relazione scritta dello studio di progetto e gli elaborati grafici necessari alla comprensione dello stesso. Lo spunto nasce dalla storia stessa della città e dai ritrovamenti archeologici succedutisi nel tempo e in tutto il Polesine». L'idea è quella di creare in città «un archeoparco basandoci sull'archeologia sperimentale che consente di poter toccare con mano quei reperti solitamente osservabili dentro la vetrina di un museo. L'iniziativa si propone di ricreare, con la massima approssimazione possibile, l'ambientazione e l'atmosfera che dovevano caratterizzare le quattro realtà storiche che rappresentano i periodi più significativi per il Polesine antico. Questi quattro momenti sono stati individuati nelle scoperte del villaggio preistorico di Canar, di San Pietro Polesine, nel comune di Castelnovo Bariano appartenente all età del bronzo antico, XX secolo avanti Cristo, nel villaggio protovillanoviano di Frattesina, a Fratta, dell'età del bronzo finale, X secolo avanti Cristo, nella ricostruzione archeologica di una parte dell'abitato di Adria nel periodo etrusco, VI-V secolo avanti Cristo, e nella ricostruzione archeologica di una porzione della centuriazione romana a nord di Adria». Rondina aggiunge che Novo «non si è limitata a riproporre la struttura dell'insediamento o come venivano costruite le capanne, ma ha voluto riproporre anche una ricostruzione ambientale dei luoghi nei quali tali insediamenti erano inseriti. La tesi di laurea ha individuato come luogo ideale per la realizzazione del progetto, l'area di località Artessura-Cantarana, compresa tra il rilevato ferroviario della linea Adria-Ariano e i due rami del Canalbianco. Ora, in sede di approvazione del bilancio 2008, mi batterò affinché si proceda almeno per incrementare l'interesse per la visitazione turistica della città alla luce delle più recenti scoperte archeologiche, in gran parte distrutte o nuovamente sotterrate. Mi riferisco all'installazione di alcuni pannelli illustrativi in grado di salvaguardare il significato e la memoria di alcuni di quei ritrovamenti. I pannelli fissi dovrebbero riportare la ricostruzione per immagini, con relative scritte esplicative, di alcuni reperti monumentali e archeologici dell'antica Adria: l'81. miliare della via Popilia, nei pressi di via Bettola, il nostro Campidoglio, il tempietto di via Chieppara, la curva nord del Circo, sempre in via Chieppara, e la cinta muraria nel tratto del lato sud della suddetta via. I costi non sono esorbitanti: complessivamente sono pari a circa 9.300 euro».