La cultura al centro dei programmi di investimento per il futuro dell'Europa. Questo l'obiettivo di «Ravello Lab», organismo che su iniziativa di Federculture, del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e del Formez, da due anni lavora per riconoscere il patrimonio culturale come elemento qualificante dell'identità continentale e motore di sviluppo economico. Sessanta personalità internazionali del mondo dell'arte, della comunicazione, dell'economia hanno stilato un pacchetto di «Raccomandazioni» che è stato presentato a Roma presso l'Ufficio per l'Italia del Parlamento Europeo. «Così come si studia e si fanno progetti per costruire una strada, così si deve studiare e fare progetti di fattibilità per l'attività culturale. In questo, l'Italia ha un dovere in più per ciò che rappresenta nel campo culturale e artistico», ha detto Alfonso Andria, presidente del Cuebc. A dispetto del ruolo fondamentale rivestito anche nell'economia, con 5 milioni di occupati nei 27 paesi membri (2,4 del totale) e una quota del 2,6 sul pil Ue la cultura non occupa ancora un posto di rilievo nello sviluppo in Europa. E per l'Italia la situazione è ancora peggiore: a fronte di un patrimonio di beni culturali tra i più vasti al mondo, la percentuale degli occupati nel settore è solo del 2.1 e anche la partecipazione degli italiani alle attività culturali è al di sotto della media europea in tutte le categorie. Quali soluzioni? Prevedere linee di micro-credito per l'avvio delle giovani imprese creative, incentivi fiscali e snellimento delle procedure previste dall'Unione per attività di start-up, cofinanziamenti di studi di fattibilità: le direttive principali del laboratorio di Ravello emerse negli incontri che si sono tenuti nel 2007. A questi si aggiunge la necessità, come ha sostenuto Pier Virgilio Dastoli, direttore Rappresentanza Italiana Commissione Europea, «di non ghettizzare la cultura in un solo fondo, questa deve fondersi nell'insieme delle politiche dell'Unione. È inoltre importante creare una carta dei diritti collettivi». Le Raccomandazioni saranno inviate anche a tutte le direzioni degli Istituti Italiani di Cultura all'Estero, e inoltre, informa il direttore della Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale della Farnesina, Ugo Colombo Sacco, si sta già lavorando da un anno, in collaborazione con la Banca d'Italia, alla realizzazione di un ente internazionale di microcredito per fare da apripista per l'Europa e dare indicazioni per la concessione di finanziamenti alle giovani imprese culturali. A ottobre, a Bruxelles, è prevista la riunione dei direttori dei Ministeri della Cultura dei 27 paesi membri dell'Unione e dei paesi che affacciano sul Mediterraneo.
RAVELLO LAB L'Europa ora investa in cultura
Ravello Lab, un'organizzazione che lavora per riconoscere il patrimonio culturale come elemento qualificante dell'identità continentale e motore di sviluppo economico, ha presentato un pacchetto di Raccomandazioni a Roma presso l'Ufficio per l'Italia del Parlamento Europeo. Il pacchetto è stato stilato da sessanta personalità internazionali del mondo dell'arte, della comunicazione, dell'economia e include proposte per migliorare la fattibilità delle attività culturali in Europa. Le Raccomandazioni prevedono linee di micro-credito per le giovani imprese creative, incentivi fiscali e snellimento delle procedure previste dall'Unione per attività di start-up.
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