"Le varianti non favoriscono la partecipazione democratica e scatenano interessi difficilmente controllabili in assenza di linee guida generali" Il Gruppo società e ambiente: strumento urbanistico ormai superato, è stato approvato negli anni Settanta Il Piano regolatore generale di Senigallia deve essere rivisto e corretto. La polemica che ha preceduto e seguito l'approvazione della variante Arceviese ha evidenziato la necessità di rimettere mano allo strumento urbanistico che risale agli anni Settanta, cioè un periodo estremamente lontano rispetto alle esigenze della città e del suo territorio del Terzo Millennio. In questa direzione l'appello agli amministratori da parte del Gruppo società e ambiente. "Non è più pensabile continuare a procedere come si è fatto per la variante Arceviese - sostiene il direttivo del Gsa - , in cui non solo è del tutto venuta meno la partecipazione, ma si è messa in crisi la stessa democrazia. Le varianti urbanistiche, più o meno parziali, più o meno puntuali, non favoriscono la partecipazione democratica, e quasi sempre scatenano interessi particolari difficilmente controllabili, in assenza di linee guida generali, con il loro carico di pressioni e condizionamenti amministrativi e politici. La svolta non può che essere data da un nuovo Piano regolatore generale che inquadri la realtà, i bisogni e le aspettative del comune e ne progetti globalmente il futuro". Un futuro, cioè, con meno cemento e più attenzione per la qualità ambientale. "Il piano vigente, d'altronde, è uno strumento decisamente vecchio e datato anche politicamente - continua il Gruppo società e ambiente di Senigallia -. Infatti, è stato pensato ed ideato, nella sua struttura portante, negli anni Settanta in pieno boom edilizio ed economico, con una filosofia sviluppista e presupposti politici oramai sepolti dalla storia. I piani regolatori, come concepiti fino ad oggi, sono attualmente considerati strumenti superati nella loro generalità. Dotarsi di un nuovo piano vuol dire anche introdurre nel governo del territorio una visione ed un modo di pensare moderni, eco-compatibili, rivolti al futuro. E' necessario elaborare uno strumento urbanistico cha assuma come linee guida alcuni principi fondamentali. Innanzitutto considerare il territorio come bene scarso, non infinito: di conseguenza occorrerà puntare ad un consolidamento dello sviluppo già acquisito, più che ad una sua espansione continua. Prioritario dovrà essere il ridisegno della città costruita ed il recupero e la razionalizzazione dell'esistente. Per una città turistica essenziali saranno la tutela e la valorizzazione del paesaggio. Ci si dovrà dotare di strumenti che regolino non solo la quantità, ma anche la qualità del costruito. L'esigenza di dotarsi di nuovi strumenti urbanistici non riguarda solo Senigallia: in questa impresa si stanno cimentando le principali città della nostra regione come Ancona, Fano, Jesi e San Benedetto del Tronto". M. TERESA BIANCIARDI
SENIGALLIA - Troppo cemento in città, il Prg va cambiato
Il Gruppo società e ambiente di Senigallia ha lanciato un appello per rivisitare e correggere il Piano regolatore generale della città, approvato negli anni Settanta. La variante Arceviese ha evidenziato la necessità di un nuovo piano, che non solo tenga conto della realtà e dei bisogni del comune, ma anche della qualità ambientale. Il Gruppo sostiene che le varianti urbanistiche non favoriscono la partecipazione democratica e scatenano interessi difficilmente controllabili. Si richiede un piano che consideri il territorio come bene scarso e punti a un consolidamento dello sviluppo già acquisito, con priorità al ridisegno della città costruita e al recupero dell'esistente.
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